Thursday, 24 May 2018

Cose della vita

Scrivo di fretta, sul tram tornando a casa, stanco, dolorante, svuotato.

Lascio a te il compito di arricchire questa scarna cronaca di sentimenti, i tuoi, ed un po' di spirito.

Qui capita di vedere ciclisti che portano un passeggero.
Spesso si tratta di coppie, con il ragazzo ai pedali e la donna dietro, sul portapacchi.
Il passeggero, o meglio la passeggera, solitamente non sta a cavalcioni, ma piuttosto seduta come su uno sgabello, ruotata rispetto la direzione di marcia.

Ieri ho visto due ragazze così arrangiate su una stessa bicicletta.
Ed una, due, tre ... quattro gambe nude e perfette, così vicine da non poter significare altro che amore - il mio, come minimo.

...

Oggi sono stato in ospedale, per i miei esami ematici di routine.

Al banco ho avuto a che fare con un'infermiera chiaramente impreparata alla mia bellezza - balbettava.

Ed io ho pensato a Jan, un mio collega al cui cospetto la maggior parte delle persone che conosco, ed io per primo, sfigura per intelligenza.

Pure lui balbetta, a volte.

Puoi facilmente immaginare la mia opinione di chi insulta e deride chi ha proboemi di balbuzie o altre disabilità simili.

Tuesday, 22 May 2018

Il diritto di ...

Tu forse credi ch'io mi lamenti continuamente del mio dolore, e che una lagna fastidiosa e sterile sia il sottofondo di questa vita.

È comprensibile che tu abbia questo dubbio, dopotutto mi conosci in questa dimensiine segreta e dannata, dove io vengo a sotterrare i veleni, le frustrazioni, le sofferenze.

Spesso, che sia in verità o finzione lo lascio decidere a te, sono invece brillante, buffo, dalla battuta pronta. E se mi metti vicino ad una bella donna di spirito sono una via di mezzo, o meglio una sintesi, di Woody Allen e Groucho Marx. Ho fatto ridere fino alle lacrime perfetti sconosciuti, e mi bastava avere vicino Erica, o Katrin, o Chiara per mitragliare di aforismi insensati ed esilaranti persone mai incontrate prima.

Rivendico però il diritto di poter essere triste, spento, solitario quando mi pare e piace.
Rivendico il diritto di stare male nel miglior modo possibile.

Non accetto la crudeltà in me quanto negli altri, ma esigo mi siano concessi lunghi silenzi, il pallore del viso, l'onore delle armi.

Monday, 21 May 2018

Io

La sorella di Silvia morì da adolescente, per un problema ai reni di cui anche lei soffrì da bambina.
Questo carpii da discorsi vaghi della sua amica Paola, confermati da uno sguardo assente e triste, inequivocabile e sacro.

Ed io pensai subito alla sventura di chi mi incontra, ed alla mia, e decisi di non incontrarla.

In quegli anni vivevo appeso ad un filo, ed ero in condizioni indecenti di disfacimento fisico e spirituale. Mi sosteneva un'ottusità paziente che gli altri amavano, e che io con il tempo ho imparato a detestare.

Le donne vedono in me un saggio, non un uomo.
Vedono quella pazienza e null'altro. Forse altro da vedere in effetti non c'è.

Un saggio ... ma se avessero buon occhio scoprirebbero in me un ipocrita, un mentitore seriale, una macchietta.

...

Ma come fa, mi domando io, uno a chiedermi 'Come stai, Gio?'.
Mi capita ancora.
Me lo chiede perfino 'lei'.
Come vuoi che stia?

Da 30 fottuti anni non ho un giorno di tregua, di riposo ininterrotto, di amore.

Sto male, malissimo, ed il fatto che la sofferenza sia cronica non aiuta ad eluderla, ad elaborare strategie evasive.

Mi manca giusto provare delle droghe, o suicidarmi, per vedere l'effetto che fa, ma non ho intenzione di sperimentare in tal senso.

Sono convinto che quel che mi rimane da vivere sarà simile a questi ultimi mesi di disperara lucidità, di solitudine impenetrabile.

Quanto odio, e quale rabbia sento dentro di me.
Ma non trovo nessuno da odiare, nulla su cui scaricare la mia ira.
Forse dovrei imparare ad odiare.

Giocare nel bosco

Evidentemente non sono l'unico a giocare nel bosco.

Li attorno, intanto, sonnecchiava pacifico un tizio.
Si era portato da casa un'amaca, l'aveva fissata a due tronchi, ed al dolce sussurrare del vento dormiva, e probabilmente sognava.

La vita può essere meravigliosa.

Sunday, 20 May 2018

Cose che si trovano nel bosco

A questo punto, ma solo a questo punto, io non vi credo più.

Libri

Questo messaggio non risponde al commento di Barbara, benchè uno possa trovare nel 'libro', che ricorre in entrambe le riflessioni, un legame tra questi due pensieri.

Io odio i libri.
Li odio visceralmente.
Non li odio individualmente, ma ne detesto così tanto alcuni che in questo istante vorrei non aver mai letto.

'Ieri', di Agota Kristof.
'Canne al vento'.

Sono terribili i meccanismi che puoi condividere con chi quel libro ha letto con te.
Agiscono a distanza, telepaticamente.

Ed è atroce che a te stia capitando ciò che dissolve il personaggio di un libro che 'lei' ti ha consigliato.

I libri ingigantiscono i sentimenti umani.
Te li fanno provare dal di fuori e dal di dentro.

Per ora basta.

Friday, 18 May 2018

Sai...

Sai cosa mi terrorizza?

Che io, fino a ieri, ho sì avuto una vita misera, flagellata da continue umiliazioni e rinunce, dolorosa anche solo fisicamente, e dura, ma sapevo che in qualche modo quel dolore io potevo tradurlo in consapevolezza, e tradirlo, e donarlo in forma di amore agli altri.

Sono stato un uomo generoso e gentile, un ottimo amico, un sostegno.

Ed ho conosciuto individui con esistenze difficili, passati tribolati, e che tuttavia sapevo che questi, a differenza mia, avevano delle possibilità, bastava giusto un po' di fortuna, ed io sono stato loro vicino, spesso troppo vicino.

Adesso io soffro, e questo dolore rimarrà solo mio, resterà miseria dello spirito.

Non so più che fare della mia vita.

...

Le donne ... nessuna ha preso mai in considerazione, nemmeno per un istante, di amarmi. Avranno forse sentito pena, o nulla, per me. Oh, per pensare, e discutere, le cose andavano benissimo, ma era per loro come conversare con un libro, astratto, statico, se non distante almeno distanziabile, archiviabile in ogni istante.

Come posso dar loro torto?
Quale senso di protezione vuoi che senta una donna vicino al mio scheletro?
Quale speranza può avere accanto ad un cadavere una donna?
E qale attrazione potrebbe sentire per uno sciancato deforme?
E quale desiderio irrefrenabile, e quale estasi, e quale divertimento puoi esperire vicino a chi ha addosso la malattia, la debolezza, il pallore di un male permanente?

Io sono uno scherzo della natura.

Wednesday, 16 May 2018

Giocare nel bosco


Il mio amore per gli alberi, con la crescita, si e' arricchito senza tradire nessuno dei sentimenti pur tanto diversi tra loro esperiti di volta in volta.

Cosi' oggi amo gli alberi della moltiplicita' delle sensazioni che, da bimbo, da ragazzo, da uomo, questi mi hanno ispirato.

Non ho un giardino, ma lo stesso riesco a giocare, nel bosco.
Devo giusto andare nel bosco, e trovare li alberelli di cui prendermi cura, sentieri da ripulire, rami secchi da spezzare, o volpi, o conigli, o uccelli coi quali correre, nascondermi, volare.

Non ho una religione, ma lo stesso riesco a pregare, nel bosco.

La preghiera inizia quando, abbandonato il sentiero, il piede affonda in un letto di foglie secche, ed il suono, anziche' dal lato, dalla gente, dalla citta', arriva dall'alto, dagli uccelli, dal Dio che non esiste in nessun altro luogo se non nel bosco.

...



Continua ...

Tuesday, 15 May 2018

Alternative

Ieri pensavo che a questo punto fa poca differenza l'essere buono, come sono sempre stato, o invece esprimere l'impazienza, non celare la pieta' che provo per gli altri, disprezzare platealmente le loro insicurezze, la loro vacuita'.

Magari scivolero' di la, in un inferno non solo patito ma anche vissuto.

La cosa, ora che ci penso, potrebbe cementare la mia solitudine, tenermi lontano quelle cicche appiccicose che sono i miei famigliari, accrescere la stupida superficialita' di cui ogni tanto mi circondo ... in una parola facilitare le cose.

Monday, 14 May 2018

Cambiamenti



Non molto e' cambiato.

Continuo ad amare le belle donne.
Continuo ad amare gli alberi.
Continuo ad amare i cani, la motocicletta, le lunghe camminate dalla citta' al bosco.

La differenza e' che ora mi rendo conto di essere ridicolo.
Ora lo so.
Ora, finalmente, l'ho imparato.

Non sono bastati gli insulti di perfetti sconosciuti, che' li ho sempre mandati a fare in culo.
Non sono bastati i due di picche, compresi quelli di diverse puttane, che' dopotutto erano comprensibili.

Viceversa, e' stato sufficiente fermarsi un attimo e riflettere.

Eh si, perche' ...

Che uno come me ami le belle donne e' ridicolo.
Che uno, non solo me, proprio chinque, ami gli alberi e' ridicolo.
Che uno come me ami i cani forse e' comprensibile, ma le motociclette, dio mio devi essere davvero un idiota, e sarebbe meglio se tu rimanessi chiuso in casa, altro che trascinarti tra il bosco e la citta'.

PS: qui e' bellissimo. Vedi quella foto? Non l'ho scattata io, ma ritrae uno dei tanti stagni della stupenda oasi naturalistica a nord-est della citta'. Li' io, ridicolmente, passo ancora dolci ore d'ozio e lentezza in sella alla mia bicicletta.