Sunday, 23 July 2017

Come cambia una vita?

Immagino che ognuno faccia a modo suo.

Io sono un uomo molto razionale (oltre che sensibile, poetico e profondo ... uno dei pochi 'uomini' che la maggior parte delle donne che ho conosciuto davvero afferma d'aver mai incontrato - il fatto che nulla sia seguito dimostra appunto che le donne non vogliono quel genere di amanti), e dunque pianifico.

Non sono un gran giocatore di scacchi, ma tanto questo non è uno scontro alla pari: la mia strategia si deve riferire ad uno scenario di disertori, spie e traditori, e poco mi sarebbero utili tecniche già collaudate per scontri canonici.

Pianifico, a dirla tutta ho già pianificato.

Non posso certo controllare i miei sentimenti, nè lo voglio.

Continuo ad amare chi ho amato davvero (ed il fatto che ormai non mi interessi minimamente più di alcune donne, Silvia, Chiara, Daria, vorrà pur dire qualcosa di Vera, Cecile e Alice, cui ancora penso con affetto), ma non cerco nessun contatto, così che sia il tempo l'imparziale esecutore, l'annichilatore di questi legami non corrisposti.

Non sono semplicemente risoluto in questo mio proposito: sono convinto.

Mi sento nascere di nuovo, e privo di interesse nei sentimenti, nella comprensione, nell'umanità che ho sempre inteso, e che in verità è un ideale sconnesso da questo mondo.

Non mi sto trasformando in qualcosa di peggiore, è esattamente il contrario: ero alieno, contronatura, illusorio.

Torno nel numero dei cinici, dei profittatori, dei pusillanimi.

Torno uno di quelli che piacciono alle donne.

Saturday, 22 July 2017

La vera Solitudine

Avevo appena aperto questo blog, spinto da circostanze avverse a buttar fuori un malessere che rischiava si soffocarmi.

Scrivevo: 'La solitudine non si misura con il numero di persone che abbiamo accanto, ma con la loro distanza'. (12 agosto 2009).

Non ne sono più sicuro.

Credo che una solitudine abissale la si possa raggiungere e concepire accanto a chi ci è profondamente affine. Perchè nessuno certifica altrettanto convincemente la nostra, la mia miseria.

Ho sbagliato così tanto.

Sono troppo buono.

Perfino adesso che ho la morte nelle vene la mia bontà ha scioccamente organizzato un teatrino per cui non potrò dare libero sfogo alla sofferenza. Perchè come un idiota ho invitato i miei genitori a passare qualche giorno a casa mia, perchè come al solito mi sono sacrificato per far piacere ad altri.

Basta.

Sai, quando sei consapevole che la tua vita sarà comunque terribile, negli ultimi 30 anni io non ho fatto altro che soffrire e faticare, senza mai neppure l'illusione di un po' d'amore di donna a consolarmi, sembra naturale darsi da fare perchè almeno gli altri stiano meglio.

Cazzate.

Le donne, non so come mai, non amano i buoni, specie se articolati, intelligenti e, si intende, deformi.
Nemmeno le donne simili a te, che sono appunto quelle che certificheranno il vuoto della mia vita.

Ed allora basta.

Basta pensare agli altri.

Basta sprecar tempo ed energie, per pietà, con chi per me non può significare nulla, ma che in qualche modo cerca con me un contatto (perchè sono profondo, poetico, simpatico).

Friday, 21 July 2017

Sulla Solitudine

Ho appreso nuove verità, le più terribili, sulla solutudine.

Adesso sono in partenza, torno a casa, e ne scriverò nei prossimi giorni.

Oppure non ne scriverò affatto, chiuderò baracca e burattini e cercherò di isolarmi quanto più possibile da chiunque, per iniziare finalmente a tutelare me stesso.

Thursday, 20 July 2017

Le Antiche Mura

C'è un bel bistrò a Milano, in zona Cadorna.
Si chiama 'Le Antiche Mura',  ed io li ho pranzato ieri.

Ci lavora una giovane ragazza dai tratti esotici, forse mulatta, forse medio-orientale, di certo dotata di rara bellezza.

Non sto neppure a descrivertela, non saprei farlo e mi seccherebbe sminuire il suo fascino,  ma davvero è quello il mio ideale, fisico, di donna.

Sai cosa c'è di buffo?

C'è che neppure di fronte ad un corpo perfetto come il suo io riesco ad interessarmi prevalentemente del sesso.

È sempre così, perfino con le puttane, perfino mentre me ne sto scopando una.

Restano sempre quel che sono: donne, belle donne, mai prede, oggetti, trofei.

E credo che questa mia considerazione perpetua sia ciò che mi impedisce spesso di arrivare a concludere qualcosa con le donne, a meno che non siano, oltre che donne, anche puttane.

L'istinto è conoscerle, non di fotterle - quello rimane un desiderio, secondario perfino al sogno di contemplarne la bellezza.

Se sono stupide, cattive o superficiali non mi interessano, neppure se bellissime o sensuali.

Se sono interessanti la tentazione è di fondermi con loro ad un livello che non è quello carnale.

È una fregatura, un grosso limite.

Perchè così va a finire che scopano, e fanno l'amore, con altri.

Continua ...

Saturday, 15 July 2017

Pensieri

Ho avuto ospiti.

Due amici e la loro piccola creaturina.

È stato bellissimo.

Adesso sono esausto e tutto dolorante, ma è stato così bello!

E penso: alla fine io comunque sarei piuttosto stanco e dolorante.
E se ne può valer la pena, dolore e stanchezza non fanno paura.
Fa paura una vita vuota, dove dolore e stanchezza sono insensati.

Perfino l'invecchiamento, l'inevitabile traduzione di dolore e stanchezza, ci può arricchire, e trasformarci senza vincerci, io ne sono convinto.

Monday, 10 July 2017

Tra i benefici ...

Tra i benefici di una vita da vagabondo, c'è la vastità di un vocabolario di nomi, luoghi, esperienze.

Perfino un misantropo come me esce arricchito dal contatto con la moltitudine di scienziati, affaristi, saggi, puttane e sfaccendati che si incontrano per forza, semplicemente spostandosi da A a B.

E non sono affatto sicuro che la solitudine, spesso accompagna i randagi, sia un aspetto detestabile della vita.

Thursday, 6 July 2017

Nubifragio

Stasera sono stato sorpreso da un autentico nubifragio.
La grandine ha picchiato sulla finestra, ed io, naturalmente, le ho aperto.

Mentre guardavo la strada, quasi deserta, solo traversata da un gruppetto di giovani ciclisti contenti di un'inattesa emozione, sono tornato ai luoghi in cui ho vissuto esperienze simili.

Sai cosa credo?

Se fossi rimasto a casa avrei smesso presto, o prima, di apprendere.
Ora sono come in bilico.
Per certi versi mi vergogno dell'ignoranza, dei pregiudizi di quel Gio.
E tuttavia so di non essere pervenuto ad alcunchè.

Questa è la sindrome di Ulisse.

Sapere, o credere, che esiste un punto, in questo continuo spazio-temporale, dal quale noi siamo osservabili come mediocri, pusillanimi, incompleti.

Tuesday, 4 July 2017

Uno strano invito

I nonni abitavano in una delle piu' belle ville della citta', una grande casa distribuita su piu' piani, immersa in un giardino incantevole, dove il ciliegio ed il mango, il nespolo ed il nocciolo tornavano ad ogni stagione a regalare i loro frutti alla nutrita schiera di nipoti che popolavano quell'oasi di verde a due passi dal centro. 

A meta' degli anni novanta, venuti a mancare i nonni, i figli, mia madre ed i suoi fratelli, decisero di vendere quella casa, troppo grande ed impegnativa da gestire per chi non doveva piu' ospitare una decina di nipoti ma solo due o tre ragazzini, che il destino, inevitabilmente, avrebbe allontanato da casa nel volgere di pochi anni.

Sono tornato spesso, da intruso, nel sogno, tra quelle mura. A volte intrufolondami, scavalcando il muro di cinta, so bene dove e' piu' basso, per trovarmi a girovagare per le stanze, sempre deserte, come paralizzate dall'istante che le lascio' il nonno in quell'estate lontana, ed a volte con la scusa di portare carte e documenti varii ai nuovi padroni, che nell'attesa mi consentivano di esplorare di nascosto il piano terreno, il tinello dove riposavamo nel pomeriggio davanti ad un vecchissimo televisore, la grande sala dei pranzi di natale, la cucina, lo studiolo dove il nonno teneva la sua vecchia calcolatrice e nascondeva un grosso fucile.

Non ho mai avuto una buona considerazione dei nuovi padroni, zio e nipote che si divisero la proprieta' al 50%. Non tanto perche' abbiano comprato una proprieta' di famiglia, non perche' abbiano sottratto a noi un luogo caro, ne' perche' mi abbiano fatto qualche torto, in effetti non li ho mai incontrati, ne' mai sono tornato in quelle stanze. Quello che mi infastisce ancora oggi sono state alcune loro scelte, la cui realizzazione e' visibile anche dall'esterno.

Innanzitutto, come per mandare a tutti un messaggio, decisero subito di ritinteggiare gli esterni, ed il bel colore rosato, che prendeva le tinte del sole al tramonto, fu ricoperto di un biancastro che presto si sporco' di grigio ed incuria.
Ma soprattutto cio' che mi urta e' quel che e' stato fatto del giardino: si e' costruito sul prato un grosso cubo di lamiera, il solito odioso deposito per automobili, ed erbacce e disordine hanno divorato il prato ed asfissiato i fiori.

Ho sempre avuto l'impressione che il fatto che la casa sia stata divisa in due lotti abbia complicato la gestione dell'immobile, ed ho pensato che la crisi, possibili attriti, o semplicemente l'invecchiamento dello zio abbiano collaborato al declino di quella che un tempo era una delle piu' belle ville della citta'.

In questo senso non mi ha sorpreso la notizia di un recente passaggio di proprieta' a favore di un professionista da poco trasferitosi a ###, ma mi ha meravigliato molto l'invito che questi ha spedito a me e mia sorella.

Che senso puo' avere un simile invito?

Ed ancora: perche', tra tanti figli e nipoti, alcuni dei quali ancora residenti in citta', invitare proprio noi due, che ormai viviamo lontani, e che nulla, almeno ch'io sappia, lega a questo sconosciuto?

CONTINUA ...

Monday, 3 July 2017

De Amicitia

Iniziare da capo non è facile.

Ho trovato una bella casa, in pieno centro, ed aggiungo così anche nuove esperienze, i cortei, le parate, le luci dei negozi che illuminano la notte fino a scacciarne i segreti, al bagaglio dei miei ricordi futuri.

Sono un po' stanco, fisicamente intendo, ed il lavoro è duro, forse troppo per me, ma mi godo un clima mite, capace perfino di riscaldarmi le ossa, di bruciarmi la pelle.

Mi interrogo sul futuro, che mi pare precario, e folle.

Eppure so di non aver mai avuto alternative a questa vita un po' vaga ed impalpabile, simile ad un volume immenso, capace, ma senza superfice in grado di contenere, di tenere a sè.

Qui è bellissimo, non tanto per l'occhio, non solo almeno.

Anche tu hai girovagato per il mondo, ed anche tu sai che c'è di che interpolare sempre, all'inizio di una nuova vita, quando poche sono le esperienze accumulate e però già la mente vuole elaborare, ed il cuore, come sempre, infatuarsi.

Interpolare è difficile: gli ottimisti sognano troppo, e poi rischiano delusioni. I pessimisti fanno di peggio: incupiscono sempre, ed anche se smentiti nelle loro tristi convinzioni non sanno godere di nulla.

Io non so come collocarmi, ma le mie intuizioni iniziali conoscono ora il conforto della realtà: nell'efficienza dei servizi, l'eleganza della città, il verde di parchi ricchissimi di segreti.

Qui essere soli è possibile, ed è sopportabile.

Se sei curiosa di visitare le dune del nord Europa sai dove dirigere il tuo cammino.

Sunday, 2 July 2017

Come si costruisce un assassino?

Mi dedico alla scrittura con le poche energie che superano le incombenze lavorative, prendere il tram, poi l'autobus, quindi il tavolo dell'ufficio, a testate intendo, e le necessità della casa, la spesa, le pulizie, il cucinare qualcosa da mettere sotto i denti.

Spesso rifletto sul mio passato, e su cosa mi abbia spinto a diventare un assassino.

Io non sono un criminale, nel senso che nessun codice di procedura penale annovera tra i varii capi d'imputazione  ciò cui mi dedico.

...

Bozzetti di una storiella che vorrei mettere assieme.
Una autobiografia con poche concessioni all'improbabile, e nessuna all'impossibile.