Tuesday, 26 September 2017

Premessa

Riscrivo qui il mio commento di risposta ad un'acuta osservazione:

Con 'ieri' mi riferisco al giorno in cui Dalila ha definito i contorni del nostro 'rapporto'.

....

Ieri è stata una giornata bellissima, a parte quel 'friends' a pranzo. Siamo stati assieme fino a quasi mezzanotte, e lei è una donna meravigliosa. Tornando a casa mi sono voluto concentrare su quel 'friends', e liberarlo come una droga, un veleno dentro di me. La mente è brutale e potente. Nessuno ha perso tempo negli incontri che hanno preceduto un epilogo tanto sterile, ma sono riuscito a vedere, in una vita che si sovrappone alla mia solo in alcuni punti, una disperazione sublime. Mi sono fatto un viaggio mille miglia lontano, e ne ho scritto e sentito. Non è Gio a parlare qui ... è Gio ad ascoltare e trasmettere.

....

Poi spiegherò meglio.

Sunday, 24 September 2017

Il giorno dopo

Ci siamo salutati verso mezzanotte, in stazione, a compimento di una giornata quasi perfetta.

L'ho rassicurata più volte, nel momento in cui ha pronunciato quel 'friends', e di nuovo all'attimo dei tre baci sulle guance che commentano ogni 'ciao", ogni 'a presto'.

Mi ha scritto stamattina.

Mi ha detto che le piaccio molto, mi ha ripetuto che sono 'speciale'. Amerebbe poter approfondire la mia conoscenza.

Come vuoi rispondere ad una donna che avresti amato amare? (Ed 'amare' non è approfondire conoscenza, 'amare' è abbandonarsi al sentimento, all'intuito).

' Dalila, è bene che noi si sia capito adesso, presto abbastanza da evitare conseguenze dolorose, di non essere completamente compatibili. Sai che io amo amare. Io amo i baci, gli abbracci, il contatto fisico, il calore del corpo femminile, la sua delicatezza, la sua ineffabile ospitalità. Ed ovviamente amo il sesso. Comunque, in aggiunta a questo venero quella straordinaria virtù che è l'umanità, ed ol suo fondamento più solido, l'intelligenza. Effettivamente adesso che abbiamo definito la nostra relazione sarà per me più facile essere 'questo' me stesso. Avrai già notato una differenza tra il Gio delle lettere ed il Gio che ti guarda da vicino. Da qui in avanti sarò meno confuso e più sottile. Meno sognatore e più consapevole. In poche parole, meno Boccadoro e più Narciso.'.

E con questo chiudo, qui, il capitolo Dalila.

Saturday, 23 September 2017

Evoluzione del rifiuto

Ovviamente con Dalila è andata male.
Mi vuole come amico, come sempre.

Poca sofferenza, chè ormai è passato quel tempo.

Ora, ora che ormai sono un orco ottuso, più che altro penso al tempo perso in questa folle idea. E andando a ritroso, mi rammarico di tante attività alienanti, di ogni libro letto, di ogni progetto congetturato, di ogni euro speso per musei, concerti, teatri, che ho così sottratto a bordelli e puttane - quelle si attività affini al mio destino.

Ma appunto mi spiace soprattutto per ciò che è irrimediabilmente perso: il tempo,
L'ho perso io, ma ancor più lei, che per vedermi si è fatta ben più ore di treno di me.

Per che cosa?
Per niente.

Gio, ma ti sveglio o no, coglione!?

Sei troppo deforme per l'amore.

Adesso mi prendo una lunga pausa.

Auf wieder sehen.

Friday, 22 September 2017

Rigorose considerazioni matematiche su sesso ed amore

'Sesso' ed 'amore', nel senso di 'fare sesso', scopare, fottere, chiavare, bombare, trombare, e 'fare l'amore', nota che non esistono poi tanti sinonimi di questo termine, sono incommensurabili.

Lo sono proprio nel senso matematico del termine: non esistono due numeri interi n ed m tali per cui

'fare sesso 'n' volte equivale a fare l'amore 'm' volte.

Se poi siamo bravi, riusciamo a 'scopare' e 'fare l'amore' allo stesso tempo, ma credo sia davvero difficile, sai?

Io in vita mia ho quasi solo fatto l'amore, perfino quando il suo nome non lo conoscevo, perfino quando era solo per un'ora.

...

Adesso c'è una bella donna con la quale vorrei fare l'amore (non me la voglio scopare, voglio amarla, lentamente, con dolcezza, tante carezze e sussurri).

E pensavo di usare la logica per convincerla a non indugiare, ovvero a rinchiuderci a casa mia, o a casa sua, o in una camera d'albergo qualsiasi, e volerci bene davvero.

Ecco la mia strategia.

Le farò notare che il mondo sta andando a rotoli.
Che Trump ed il Kim nord Coreano rischiano di causare la fine del mondo.
Ed allora la logica suggerisce di non indugiare, e di fare l'amore.

...

Io ti parlo di amore, ma ne so così poco.

Certamente so amare assai più di quanto non sappia essere amato, ma prima della catastrofe termonucleare, chissà, forse impareremo ad amarci ancora meglio.

Il mio fine, non te lo nascondo, è quello.

Monday, 18 September 2017

Ho un'idea.

Il sogno è venuto in soccorso questa volta, ed io mi sono svegliato pieno di bei pensieri in mente.

...

Io e Dalila (o Sabina? Non so ancora che nome fittizio darle!) siamo, in compagnia di alcuni colleghi, in una grande città che mi pare sconosciuta (alla fine del sogno questa premessa andrà a contraddirsi, ma i sogni così sono, beati loro!).

Benchè in gruppo, si procede suddivisi in coppie o terzetti, ed ognuno è indaffarato a conversare.

Io e Dalila parliamo in inglese, lei è Nederlandese, ma cosa vuoi, io di quella lingua non capisco un'acca, mentre attorno a noi altri confabulano in francese, in russo, in tedesco.

La nostra comune destinazione è un museo, forse un teatro.

Non lo so, perchè io, come sempre, penso solo a lei, e la sfioro, e la carezzo. Fino ad ora, nei nostri incontri, le ho toccato le braccia e le spalle, ma nel sogno, un po' goffamente, le ho carezzato la schiena fin quasi giù alla natica, e lei non mi ha preso a ceffoni, è rimasta sorridente, ed un po' enigmatica.

Ad un attraversamento pedonale restiamo indietro, separati dagli altri (sospetto di aver fatto di tutto perchè questo avvenisse).

I tedeschi sono riusciti, al suono un marziale di 'Snell, snell!' a passare con l'arancione.

In attesa del verde, scherzosamente, le dico che è ben fortunata ch'io non sia tedesco, chè non le dirò mai 'snell, snell!'.

Ride.

Finalmente traversiamo, ma ormai gli altri ... chissà dove sono finiti.
Forse il museo è quell'edificio laggiù? O invece bisogna andare da quell'altra parte?

Per trovare un poco di intimità l'avvicino alla parete di uno degli edifici che costeggiano la strada.
Lei già sorride ... ed in cuor mio spero abbia capito.

'Dalila, io ho un'idea. Un'idea migliore'.
'Cioè?' Mi risponde, e la luce dei suoi occhi potrebbe rischiarare tutta la mia esistenza: il passato, il presente, il futuro.
'Perchè invece di cercare il museo non andiamo a casa mia ...'
' ... '
'... a fare l'amore?'.

Mi sveglia l'emozione prima che lei possa rispondere.

Ma presto saremo entrambi già svegli quando le chiederò di venire con me.

Sunday, 17 September 2017

Hai presente?

Quello che segue è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi,

...

Io e Vera ci incontriamo a Milano, per il nostro ultimo caffè.

...

Hai presente uno di quei saluti che somigliano assai più ad un 'addio' che ad un 'a presto'?

Ed io appunto 'A presto' le ho detto oggi, ma questo è un 'addio', e lo sappiamo benissimo entrambi.

...

La vita sa essere così esplicita a volte.

Come l'indirizzo di un incontro tra un uomo ed una donna: c'è chi lei incontra in un caffè, chi in una camera d'albergo. O come il tempo che una donna impiega per prepararsi ad un incontro, e l'ora in cui ci si incontra.

Noi è da anni che ci prendiamo degli ottimi caffè pomeridiani.

Il punto è sempre, è ancora questo.

Non lasciarti ingannare dai libri, da quelle maledette poesie: l'intimità non si condivide che nelle camere da letto!
Non mi riferisco solo al sesso, ma proprio all'amore, anche a quello puro, altissimo, irrinunciabile.

Il resto, le chiacchiere da salotto, per quanto forbite, le lettere, perfino le più segrete, ed ogni confidenza espressa in parola, non sono che un surrogato di second'ordine, o meglio: hanno l'aspetto del surrogato, ma non esiste somiglianza effettiva, piuttosto antitesi, tra l'amore e le parole sull'amore, se a pronunciarle è uno che ha amato doprattutto nei suoi sogni.

Ho orrore di quel museo delle cere che ho raccolto in questo diario, nella forma dei miei pensieri.
È un susseguirsi di fandonie, di patetiche messe in scena, di rappresentazioni grottesche di una mancanza.

Forse potranno avere un senso per chi l'amore lo conosce davvero, e potrà associare ai propri ricordi certe parole.
Per me è solo una discarica di malinconia.

L'amicizia tra un uomo ed una donna può esistere, ed essere ricchissima. E può esistere anche se la donna è una bella donna. Ma se uno vive di autoarchia sentimentale, l'amicizia con una donna somiglia molto ad un vicolo cieco. Un lungo, scivolosissimo vicolo cieco. Non è l'attrazione per lei a complicare le cose: lo è, come sempre, vedere il mondo attraverso occhi meno miopi dei tuoi, senza filtri edulcoranti, senza finzioni retoriche.

Allora è meglio che le amicizie restino superficiali?
Che si rimanga alla speculazione teorica, il cui peso specifico è nullo, ma il cui effetto placebo è innegabile?

Io non lo so.

...

Quello che è li sopra è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi. Ed in effetti non è successo nulla.

...

Speriamo che al nostro prossimo incontro Sabina mi lasci metterle le mani addosso, così finalmente potrò smettere di credere solamente, e finalmente capire qualcosa, avere ricordi, e non solo sogni ridicoli.

Allora non esisteranno più vicoli ciechi.

Saturday, 16 September 2017

Stuttgart

In partenza per una breve vacanza le ho elencato le mie tappe: Colonia, Stoccarda, Zurigo, Milano ...

'Perchè Stoccarda?'.

In effetti la capitale del Baden-Württemberg non è una delle mete più popolari tra i visitatori della Germania, ed una domanda simile è perfettamente sensata, e lei è decisamente una donna sensata.

'Perchè Stoccarda?' mi ha chiesto Sabina.
'Conosci qualcuno in città?'.

...

Se devo dirti la verità, adesso che ci penso, una mia ex collega dovrebbe vivere proprio a Stoccarda, o comunque nei suoi immediati paraggi, ma non è questo il motivo che mi ha spinto a fare tappa in città.

La ragione è in un ricordo, o meglio in una collezione di ricordi di 10 anni fa.

Allora ero alla ricerca di un lavoro, ed in seguito ad un fitto scambio di corrispondenza elettronica ero stato invitato dall'Università locale a sostenere un colloquio di reciproco approfondimento (la cosa finì in un nulla di fatto).

Com'ero insicuro, inesperto e impacciato!

Esattamente come sarei ancora oggi, se fossi rimasto a casa, e non avessi avuto l'incoscienza, e la fortuna, di ipotecare il mio destino, di agganciarlo, liricamente, ad aspirazioni vaghissime, indefinite poichè indefinibili, scellerate se sottoposte al vaglio severo di un operatore di borsa, ed invece necessarie per me, che non sono un operatore di borsa, e neppure poeta, ma che aspiro alla poesia assai più che al profitto.

Ecco 'perchè Stoccarda'.

Per ritrovare me stesso, confrontarmi, misurare le differenze, sapendo bene di dover fare i conti anche con ciò che ho perso per strada: una timidezza goffa e dolcissima, un'arrendevolezza totale, istantanea all'amore, e tante opportunità ignorate o vigliaccamente evitate.

(continua).

Tuesday, 12 September 2017

Utrecht

Ci siamo visti ad Utrecht.

Ti confesso una cosa: probabilmente non ci sarà nemmeno un inizio vero e proprio tra noi due.
Probabilmente non andremo oltre i baci sterili del saluto, e non esperiremo mai le carezze, gli abbracci nei quali ha il proprio nido l'amore, ed il sesso che lo rende innegabile, ulteriore ad ogni fraintendimento, capace di discriminare tra un 'prima' ed un 'dopo'.

Ne sarà valsa la pena.

Già così ho goduto, magari da visionario, magari da spia, della sua bellezza di donna.

Eravamo ad Utrecht, città splendida, forse la più affascinante dei Paesi Bassi, di cui di solo alcuni aspetti, l'assenza di boschi nelle immediate vicinanze dell'area urbana, un'eccessiva esposizione al flusso turistico, mi rammarico.

Abbiamo visitato chiese, giardini, chiostri antichi di secoli e rinnovati dalla cura che questi abitanti del XXI secolo, pur in un ateismo diffuso, sanno avere del sacro.

Ma lei continuava ad essere la mia priorità.

Non è Alice, la donna dalla bellezza eterea e la perfezione inviolabile di un'Atena.
Non è Vera.
Non è Silvia, la cui carica sensuale è ancora impressa in me, al punto da sollecitare od impedire determinati incastri con le altre donne.

...

Siamo entrati in diverse librerie.
Cercavo un libro in particolare, ne abbiamo trovato un altro della stessa autrice che avevo in mente.
In una di queste librerie un giornalista stava per iniziare un discorso in celebrazione di non so quale scrittore nederlandese.

Semplicemente mi ha detto: "è l'autore preferito di mia madre, vediamo se lei è tra il pubblico".

E l'ho vista allontanarsi, consapevole, carica di pensieri e ricordi, verso la platea.

...

Vado convincendomi che non solo io potrei non essere l'uomo ideale per lei, ma che lei forse non è la donna per me.
Io amo le donne femminili ed un po' smarrite, dolci e fragili, indecise e tenere.
E lei è forte e dolce, poco femminile ma bella, intelligente e decisamente determinata.

Non è Alice, non è Vera, non è Silvia.

E tuttavia è bellissima.
Assai più di Utrecht.

Wednesday, 6 September 2017

Il desiderio

Domenica la rivedrò.

Purtroppo vive lontano, ed incontrarci non è facilissimo, e così in questi giorni di attesa ho il tempo, e la passione, di pensare a lei.

Penso a lei ed alla passione, che fatico, al momento, a disgiungere dal suo nome, dal suo corpo atletico, dal suo sguardo intelligente e tuttavia dolce, velato di malinconia.

Cosa significa questa pulsione che mi spinge a desiderarla, ad esserne affamato?

Se ci penso a mente fredda, non sono interessato a certe tematiche.
Se ci penso adesso, non sono lucido abbastanza per capire, catalogare e archiviare.

La passione è l'intuizione, l'istinto che si trova a contendere, ed a strappare alla ragione il primato su noi stessi.

E tuttavia, almeno nel mio caso, è la ragione a complottare in favore dell'istinto.

L'intelligenza sa di non essere autosufficiente.

Non lo credi anche tu?

Sunday, 3 September 2017

Le donne, i sensi, i sentimenti, l'amore

Stimolato dalle tue parole ho ripensato, rivisto e rivissuto alcuno dei momenti piu' intensi della mia vita.

Mi e' tornata alla memoria Giulia (curioso che avesse proprio quel nome a me da sempre caro), la prima donna con la quale ho fatto l'amore, ed ho sentito ancora sulla pelle le sue unghie, che graffiarono il mio collo nel momento apicale dell'orgasmo.
Ed era di fronta a me Irene, un istante prima di essere presa, nuda, giocosa e provocante, e mi era di fronte come l'ultima volta, magnifica nel suo ancheggiare, nel suo essere fluida, ipnotica e morbida come un'onda.

Il tempo, più precisamente la sua contrazione,  l'esperienza, mi ha consentito di accumulare e riflettere su queste immagini, di assimilarle e distinguerle dai sogni, che pure hanno ispirato o dissipato.

Senza una donna al mio fianco io dilapido la mia esistenza, ne sono certo.
Senza la sua sensualita', il sentimento e l'intelletto, il tempo non e' altro che collezione di istanti vuoti, tutti uguali tra loro, inerti, e la vita una farsa, un susseguirsi di pure formalita'.

Esiste un'incompletezza insopportabile nella solitudine, ma non e' quella considerata  nel discorso circa l'ideale, approssimativo, di cui si tratta nella prima parte del 'Simposio'. Il mito dell'ermafrodita, la creatura di cui ognuno di noi sarebbe una parte perennemente alla ricerca della propria complementarita' per ristabillire un essere originario e completo, e' una distorsione grossolana di un fenomeno infinitamente complesso e profondo.

Non c'e' fecondita' nell'ermafrodita, e nelle sue meta' vaganti pulsa solo la malinconia per un egoismo perfettamente compiuto, statico e soddisfatto di se'.

No, non e' nell'imperfezione di una meta' che si esprime il senso profondo dell'amore.

Platone stesso, nel discorso su Diotima, si avvicina ad una definizione piu' precisa dell'amore, che non puo' disgiungersi dal concetto della fecondita'.

Fecondita'.
L'amore ci fa fecondi, non semplicemente completi come quegli ermafroditi orgogliosi ed ottusi.

[Ovviamente, seguendo le orme di Platone, non mi riferisco alla procreazione biologica].

La fecondita' dell'amore e' nella crescita' impetuosa, sorprendente, dei nostri esseri.
E' una fecondita' spaventosa, perche' ha costi imprevedibili, ma e' irrinunciabile.

Quante volte, accanto ad una donna, nell'amore o in un'altra forma di contatto, ho, assieme a lei, trasceso me stesso!
Quante volte anche solo pensandola, perfino se per soffrirne la mancanza (ho sofferto moltissimo per amore, se vuoi te ne parlero'), ho trasformato me stesso.
La poesia, la musica, la prosa, e tutto cio' cui queste discipline ambiscono, commentare il passato, consolare o ispirare i sogni, istruire le idee, mi sono state comprensibili quasi esclusivamente nell'amore.

Ho osservato in silenzio la purezza di una donna nuda, nel sonno che segue l'amore.
L'ho osservata ed attesa.
Ho visto lentamente tornare in superficie il suo desiderio, l'ho visto lentamente propagarsi dal centro verso le sue estremita', e convergere ancora nel fulcro del piacere e della vita.
Ed ho vissuto l'esperienza irraggiungibile di restituire io stesso calore al corpo nudo di una donna, traducendo in lei il mio movimento.

La tua vita di uomo ha un punto di discontinuita'.
Esiste la tua vita di uomo prima dell'incontro con la donna, e poi un'altra esistenza, diversa, misera e ricchissima in cui lei è imprescindibile.

(continua).

Tuesday, 29 August 2017

Due cose sulle donne, ed un suggerimento disinteressato

Premessa: è bella.

Alta, in forma, con le giuste curve.

Non dico di più perchè non occorre.

Ma oltre che bella è intelligente, sensibile, curiosa.

Ed ha più fascino la sua testa che non quel bel culo.
È così, punto.

....

Eccolo, il mio consiglio disinteressato alla donna (ma neppure troppo a dire il vero ...).

Una volta ogni tanto, in una vita dalle mille esperienze, dalle scopate molteplici, dalle sveltine segrete, dalle avventure di una notte, prova a vedere come funziona con un uomo intelligente, sensibile curioso.

Se fossimo vicini potresti dire che c'è un grosso conflitto di interesse da parte mia, che sono si intelligente, sensibile e curioso (viva la modestia :D) ma soprattutto, innegabilmente desideroso di scoparti almeno trecento volte (in quanto intelligente, sensibile, curiosa ed ovviamente bella).

Ma vicini non siamo, non lo saremo mai.

Ti lascio questo messaggio in bottiglia, da viandante a viandante, da esploratore a esploratrice.

PS:

Ovviamente tra i requisiti dell'uomo, e della donna, dev'esserci la maturità del rispetto.

Se oggi scopiamo, non significa che da oggi sei 'proprietà', e domani ti dovrai separare dal mondo.
Significa che mi piaci, così come sei, libera, furia, fiera.

Saturday, 26 August 2017

Riflessioni su ...

Internet finisce per inasprire le differenze tra i diversi strati della società.

I più cretini diventano assai più cretini, convinti di ogni complotto possibile ed immaginabile.

I più colti diventano assai più colti, arricchiti dall'immensità di una biblioteca che non ha eguali.

Umberto Eco ha affrontato, negli ultimi anni della sua vita, questo tema, esprimendosi proprio nei termini che ho usato sopra.

L'acuto studioso osservava come diversamente dalla televisione, che nei suoi primi anni arricchì i poveri e depauperò i ricchi, portando nelle case più umili il teatro, e trattenendo a casa chi a teatro sarebbe andato, la rete, in virtù della libertà che concede, opera in senso opposto.

...

Domani ho un appuntamento con una bella donna, che gioia!

Saturday, 19 August 2017

Riflessioni sullo strano destino di una parola

È da qualche giorno, forse già un paio di settimane, che voglio parlarti dello strano destino di una parola.

È una parola presso la quale corrono i miei pensieri quando abbracciano alcune delle persone a me più care,  ovvero le donne che amo o ho amato, e che certe storture etimologiche mi impongono di considerare nel suo senso proprio.

Questa parola ricorre spesso nelle confessioni più intime, ed ancora in quelle più vere.

E manipolazioni di questa parola contaminano certe discussioni pseudo-accademiche che infastidiscono la mia intransigenza.

Io non posso parlarti nel dettaglio di Vera, la donna della mia vita, colei che credo sia, o sia stata, o avrebbe potuto essere, o potrebbe essere la donna della mia vita.

Nè posso parlare di circostanze troppo delicate, come quelle che si riferiscono ad ognuno di noi.

Scelgo un parallelismo, innocuo ma netto.

...

Tradimento.

...

Poche parole sono fraintese quanto 'tradimento'.

Recentemente ascoltavo uno studioso sostenere come ogni 'traduzione', specialmente se da lingue antiche, ormai morte, sia inevitabilmente un 'tradimento' del testo di cui intende far rivivere il significato.

Traduzione, secondo costui, è tradimento, proprio come la comune radice lascia intendere.

Cazzata immensa.

Tradimento, e così traduzione, ha un'ovvia origine, ed un interessante destino.

La radice di queste parole è 'tradere', ovvero 'consegnare'.

Ma allora come si spiega il significato che noi oggi diamo di questa parola?

Si spiega pensando a cosa significhi 'consegnare una città al nemico', ed ancora di più, riferendosi ai primi cristiani perseguitati, a cosa si intendesse per 'consegnare i libri sacri ai pagani'.

Tradire, appunto, ovvero 'consegnare'.

È rarissimo oggi l'utilizzo corretto di questo verbo.

L'indolenza di chi non vuole capire la complessità dell'animo, chiama così 'traditore', in una coppia, chi trova in una relazione clandestina di che colmare il vuoto.

Ma tu chiediti piuttosto chi è davvero a 'tradire', ovvero a consegnare ad un altro abbraccio un amore ignorato, deluso, spento.

...

La vita è una, ed è folle viverla in ibernazione sentimentale.

Tuesday, 15 August 2017

Le donne

Uno dei vantaggi di una vita di cronico dolore è che non scolorisco o mai il fascino, l'attesa ed il godimento del piacere.

E le donne (ma - va detto - solo quelle con una qualche forma di bellezza) coniugano assieme tutti gli aspetti del piacere: con le donne è piacevole parlare, camminare, scopare e stare a letto per ore ed ore a sbaciucchiarsi.

Allora, lascia che te lo dica: se vedo una bella donna cerco subito di ingegnarmi, per stabilire un contatto, o almeno per farle sapere che non mi è indifferente.

Non sono mai, MAI appiccicoso od insistente, ma ci penso, bene o male  ci provo.

...

La ragazza della foto di qualche giorno fa l'ho incontrata in un bistrò, qui in città.

Mi è passata davanti, con due amiche, per sedersi al tavolo di fronte al mio.

...

Carina, ma bello davvero è il messaggio scritto su quella borsa, ed all'idea che quel pensiero abbia una bocca, delle tette, la figa, belle gambe ed un culo dentro sento nascere tante belle idee, e qualche sogno.

...

Mi ha dato un pretesto, quella scritta.

Finito il mio caffè mi sono avvicinato, le ho chiesto di poter fare una foto alla sua borsa.

Ho visto una bella luce sul viso sue e delle amiche, e risate allegre hanno risuonato tutto intorno.

Ho fatto la foto.

Ma da vicino, senza occhiali da lettura, io vedo male.

E così non mi sono reso conto di non aver catturato nell'immagine il suo viso, e mi sono reso conto di essere un deficiente.

...

Siete belle, ed io starei con voi in quel letto per ore prima e dopo d'avervi scopate.

Thursday, 10 August 2017

Tuesday, 8 August 2017

Riflessioni sul dolore

Ne ho vissute fin troppe di riflessioni sul dolore.

Sai cos'ho capito?

Che il dolore, al pari dell'amore, della saggezza, dell'altruismo e di altre virtù, allontana dai meschini calcoli, dal misero edonismo, dall'egoismo.

Non riesco neppure a provare invidia per chi ha successo, e non sono tanto presentuoso dal considerarmi saggio al punto da essere indifferente.

Macchè.

È il dolore a svuotare di significato titoli e cariche.

È questo dolore che mi segue come un'ombra, da sempre, a spingermi, a costringermi a certe riflessioni.

Il dolore illumina le ore vane della notte, svegliandoti, ponendoti di fronte, nel silenzio siderale, immagini che altri, i dormienti, non troveranno più al mattino.

Monday, 31 July 2017

Non-Commutatività

Un'operazione  tra due elementi è detta 'commutativa' quando il suo risultato non dipende dall'ordine degli argomenti.

La somma di due numeri è commutativa: a + b = b + a.

La moltiplicazione di due numeri è commutativa: 'cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia' ...

Appena si considerano quantità minimamente più complesse dei numeri la commutatività è persa: così AB è generalmente diverso da BA, se A e B sono matrici, e più prosaicamente infilarsi prima le calze e poi le scarpe è diverso da mettersi prima le scarpe e poi le calze.

Conta l'ordine delle cose.

E, permettimi di continuare l'analogia, molte operazioni sono non invertibili.

Tu, da scalzo, puoi infilare e poi levare le scarpe, per tornare a piedi nudi, e ricominciare da capo. A volte è conveniente tornare sulle proprie decisioni.

Ma se la prima cosa che ti capita nella vita è fonderti con il piombo sei finito dal principio.

E da li sarà una lunga sequenza, sballata, irrimediabile, di urti, ammaccature, ustioni.

Quanto dolore, temo inutile, sto vivendo.

Wednesday, 26 July 2017

Il cuore

Un paio di giorni fa sono stato ad Utrecht, alla clinica universitaria, per sottopormi ad un controllo di routine al cuore ed alle arterie.

Durante una visita particolatmente lunga e scrupolosa, parlando con l'operatrice dell'ecocardio ho scoperto che avere un cuore grande non è bene, chè si rischiano diverse complicazioni.

È vero, in ogni senso.

Il mio cuore, ad ogni modo, è in buone condizioni.

Tra il '97 ed il 2004 due volte il chirurgo è intervenuto per modificarne la natura irregolare, per moderarne le aritmie, per scongiurare la dissecazione di un tessuto fragile.
Il chirurgo è intervenuto tagliando, inserendo tubi di gomma, impiantando valvole meccaniche ... ed io sono sopravvissuto.

Intervenire per sopravvivere.

Bene o male sto facendo lo stesso, su di me, adesso, ma senza anestesia il dolore è insopportabile.

Sunday, 23 July 2017

Come cambia una vita?

Immagino che ognuno faccia a modo suo.

Io sono un uomo molto razionale (oltre che sensibile, poetico e profondo ... uno dei pochi 'uomini' che la maggior parte delle donne che ho conosciuto davvero afferma d'aver mai incontrato - il fatto che nulla sia seguito dimostra appunto che le donne non vogliono quel genere di amanti), e dunque pianifico.

Non sono un gran giocatore di scacchi, ma tanto questo non è uno scontro alla pari: la mia strategia si deve riferire ad uno scenario di disertori, spie e traditori, e poco mi sarebbero utili tecniche già collaudate per scontri canonici.

Pianifico, a dirla tutta ho già pianificato.

Non posso certo controllare i miei sentimenti, nè lo voglio.

Continuo ad amare chi ho amato davvero (ed il fatto che ormai non mi interessi minimamente più di alcune donne, Silvia, Chiara, Daria, vorrà pur dire qualcosa di Vera, Cecile e Alice, cui ancora penso con affetto), ma non cerco nessun contatto, così che sia il tempo l'imparziale esecutore, l'annichilatore di questi legami non corrisposti.

Non sono semplicemente risoluto in questo mio proposito: sono convinto.

Mi sento nascere di nuovo, e privo di interesse nei sentimenti, nella comprensione, nell'umanità che ho sempre inteso, e che in verità è un ideale sconnesso da questo mondo.

Non mi sto trasformando in qualcosa di peggiore, è esattamente il contrario: ero alieno, contronatura, illusorio.

Torno nel numero dei cinici, dei profittatori, dei pusillanimi.

Torno uno di quelli che piacciono alle donne.

Saturday, 22 July 2017

La vera Solitudine

Avevo appena aperto questo blog, spinto da circostanze avverse a buttar fuori un malessere che rischiava si soffocarmi.

Scrivevo: 'La solitudine non si misura con il numero di persone che abbiamo accanto, ma con la loro distanza'. (12 agosto 2009).

Non ne sono più sicuro.

Credo che una solitudine abissale la si possa raggiungere e concepire accanto a chi ci è profondamente affine. Perchè nessuno certifica altrettanto convincemente la nostra, la mia miseria.

Ho sbagliato così tanto.

Sono troppo buono.

Perfino adesso che ho la morte nelle vene la mia bontà ha scioccamente organizzato un teatrino per cui non potrò dare libero sfogo alla sofferenza. Perchè come un idiota ho invitato i miei genitori a passare qualche giorno a casa mia, perchè come al solito mi sono sacrificato per far piacere ad altri.

Basta.

Sai, quando sei consapevole che la tua vita sarà comunque terribile, negli ultimi 30 anni io non ho fatto altro che soffrire e faticare, senza mai neppure l'illusione di un po' d'amore di donna a consolarmi, sembra naturale darsi da fare perchè almeno gli altri stiano meglio.

Cazzate.

Le donne, non so come mai, non amano i buoni, specie se articolati, intelligenti e, si intende, deformi.
Nemmeno le donne simili a te, che sono appunto quelle che certificheranno il vuoto della mia vita.

Ed allora basta.

Basta pensare agli altri.

Basta sprecar tempo ed energie, per pietà, con chi per me non può significare nulla, ma che in qualche modo cerca con me un contatto (perchè sono profondo, poetico, simpatico).

Friday, 21 July 2017

Sulla Solitudine

Ho appreso nuove verità, le più terribili, sulla solutudine.

Adesso sono in partenza, torno a casa, e ne scriverò nei prossimi giorni.

Oppure non ne scriverò affatto, chiuderò baracca e burattini e cercherò di isolarmi quanto più possibile da chiunque, per iniziare finalmente a tutelare me stesso.

Thursday, 20 July 2017

Le Antiche Mura

C'è un bel bistrò a Milano, in zona Cadorna.
Si chiama 'Le Antiche Mura',  ed io li ho pranzato ieri.

Ci lavora una giovane ragazza dai tratti esotici, forse mulatta, forse medio-orientale, di certo dotata di rara bellezza.

Non sto neppure a descrivertela, non saprei farlo e mi seccherebbe sminuire il suo fascino,  ma davvero è quello il mio ideale, fisico, di donna.

Sai cosa c'è di buffo?

C'è che neppure di fronte ad un corpo perfetto come il suo io riesco ad interessarmi prevalentemente del sesso.

È sempre così, perfino con le puttane, perfino mentre me ne sto scopando una.

Restano sempre quel che sono: donne, belle donne, mai prede, oggetti, trofei.

E credo che questa mia considerazione perpetua sia ciò che mi impedisce spesso di arrivare a concludere qualcosa con le donne, a meno che non siano, oltre che donne, anche puttane.

L'istinto è conoscerle, non di fotterle - quello rimane un desiderio, secondario perfino al sogno di contemplarne la bellezza.

Se sono stupide, cattive o superficiali non mi interessano, neppure se bellissime o sensuali.

Se sono interessanti la tentazione è di fondermi con loro ad un livello che non è quello carnale.

È una fregatura, un grosso limite.

Perchè così va a finire che scopano, e fanno l'amore, con altri.

Continua ...

Saturday, 15 July 2017

Pensieri

Ho avuto ospiti.

Due amici e la loro piccola creaturina.

È stato bellissimo.

Adesso sono esausto e tutto dolorante, ma è stato così bello!

E penso: alla fine io comunque sarei piuttosto stanco e dolorante.
E se ne può valer la pena, dolore e stanchezza non fanno paura.
Fa paura una vita vuota, dove dolore e stanchezza sono insensati.

Perfino l'invecchiamento, l'inevitabile traduzione di dolore e stanchezza, ci può arricchire, e trasformarci senza vincerci, io ne sono convinto.

Monday, 10 July 2017

Tra i benefici ...

Tra i benefici di una vita da vagabondo, c'è la vastità di un vocabolario di nomi, luoghi, esperienze.

Perfino un misantropo come me esce arricchito dal contatto con la moltitudine di scienziati, affaristi, saggi, puttane e sfaccendati che si incontrano per forza, semplicemente spostandosi da A a B.

E non sono affatto sicuro che la solitudine, spesso accompagna i randagi, sia un aspetto detestabile della vita.

Thursday, 6 July 2017

Nubifragio

Stasera sono stato sorpreso da un autentico nubifragio.
La grandine ha picchiato sulla finestra, ed io, naturalmente, le ho aperto.

Mentre guardavo la strada, quasi deserta, solo traversata da un gruppetto di giovani ciclisti contenti di un'inattesa emozione, sono tornato ai luoghi in cui ho vissuto esperienze simili.

Sai cosa credo?

Se fossi rimasto a casa avrei smesso presto, o prima, di apprendere.
Ora sono come in bilico.
Per certi versi mi vergogno dell'ignoranza, dei pregiudizi di quel Gio.
E tuttavia so di non essere pervenuto ad alcunchè.

Questa è la sindrome di Ulisse.

Sapere, o credere, che esiste un punto, in questo continuo spazio-temporale, dal quale noi siamo osservabili come mediocri, pusillanimi, incompleti.

Tuesday, 4 July 2017

Uno strano invito

I nonni abitavano in una delle piu' belle ville della citta', una grande casa distribuita su piu' piani, immersa in un giardino incantevole, dove il ciliegio ed il mango, il nespolo ed il nocciolo tornavano ad ogni stagione a regalare i loro frutti alla nutrita schiera di nipoti che popolavano quell'oasi di verde a due passi dal centro. 

A meta' degli anni novanta, venuti a mancare i nonni, i figli, mia madre ed i suoi fratelli, decisero di vendere quella casa, troppo grande ed impegnativa da gestire per chi non doveva piu' ospitare una decina di nipoti ma solo due o tre ragazzini, che il destino, inevitabilmente, avrebbe allontanato da casa nel volgere di pochi anni.

Sono tornato spesso, da intruso, nel sogno, tra quelle mura. A volte intrufolondami, scavalcando il muro di cinta, so bene dove e' piu' basso, per trovarmi a girovagare per le stanze, sempre deserte, come paralizzate dall'istante che le lascio' il nonno in quell'estate lontana, ed a volte con la scusa di portare carte e documenti varii ai nuovi padroni, che nell'attesa mi consentivano di esplorare di nascosto il piano terreno, il tinello dove riposavamo nel pomeriggio davanti ad un vecchissimo televisore, la grande sala dei pranzi di natale, la cucina, lo studiolo dove il nonno teneva la sua vecchia calcolatrice e nascondeva un grosso fucile.

Non ho mai avuto una buona considerazione dei nuovi padroni, zio e nipote che si divisero la proprieta' al 50%. Non tanto perche' abbiano comprato una proprieta' di famiglia, non perche' abbiano sottratto a noi un luogo caro, ne' perche' mi abbiano fatto qualche torto, in effetti non li ho mai incontrati, ne' mai sono tornato in quelle stanze. Quello che mi infastisce ancora oggi sono state alcune loro scelte, la cui realizzazione e' visibile anche dall'esterno.

Innanzitutto, come per mandare a tutti un messaggio, decisero subito di ritinteggiare gli esterni, ed il bel colore rosato, che prendeva le tinte del sole al tramonto, fu ricoperto di un biancastro che presto si sporco' di grigio ed incuria.
Ma soprattutto cio' che mi urta e' quel che e' stato fatto del giardino: si e' costruito sul prato un grosso cubo di lamiera, il solito odioso deposito per automobili, ed erbacce e disordine hanno divorato il prato ed asfissiato i fiori.

Ho sempre avuto l'impressione che il fatto che la casa sia stata divisa in due lotti abbia complicato la gestione dell'immobile, ed ho pensato che la crisi, possibili attriti, o semplicemente l'invecchiamento dello zio abbiano collaborato al declino di quella che un tempo era una delle piu' belle ville della citta'.

In questo senso non mi ha sorpreso la notizia di un recente passaggio di proprieta' a favore di un professionista da poco trasferitosi a ###, ma mi ha meravigliato molto l'invito che questi ha spedito a me e mia sorella.

Che senso puo' avere un simile invito?

Ed ancora: perche', tra tanti figli e nipoti, alcuni dei quali ancora residenti in citta', invitare proprio noi due, che ormai viviamo lontani, e che nulla, almeno ch'io sappia, lega a questo sconosciuto?

CONTINUA ...

Monday, 3 July 2017

De Amicitia

Iniziare da capo non è facile.

Ho trovato una bella casa, in pieno centro, ed aggiungo così anche nuove esperienze, i cortei, le parate, le luci dei negozi che illuminano la notte fino a scacciarne i segreti, al bagaglio dei miei ricordi futuri.

Sono un po' stanco, fisicamente intendo, ed il lavoro è duro, forse troppo per me, ma mi godo un clima mite, capace perfino di riscaldarmi le ossa, di bruciarmi la pelle.

Mi interrogo sul futuro, che mi pare precario, e folle.

Eppure so di non aver mai avuto alternative a questa vita un po' vaga ed impalpabile, simile ad un volume immenso, capace, ma senza superfice in grado di contenere, di tenere a sè.

Qui è bellissimo, non tanto per l'occhio, non solo almeno.

Anche tu hai girovagato per il mondo, ed anche tu sai che c'è di che interpolare sempre, all'inizio di una nuova vita, quando poche sono le esperienze accumulate e però già la mente vuole elaborare, ed il cuore, come sempre, infatuarsi.

Interpolare è difficile: gli ottimisti sognano troppo, e poi rischiano delusioni. I pessimisti fanno di peggio: incupiscono sempre, ed anche se smentiti nelle loro tristi convinzioni non sanno godere di nulla.

Io non so come collocarmi, ma le mie intuizioni iniziali conoscono ora il conforto della realtà: nell'efficienza dei servizi, l'eleganza della città, il verde di parchi ricchissimi di segreti.

Qui essere soli è possibile, ed è sopportabile.

Se sei curiosa di visitare le dune del nord Europa sai dove dirigere il tuo cammino.

Sunday, 2 July 2017

Come si costruisce un assassino?

Mi dedico alla scrittura con le poche energie che superano le incombenze lavorative, prendere il tram, poi l'autobus, quindi il tavolo dell'ufficio, a testate intendo, e le necessità della casa, la spesa, le pulizie, il cucinare qualcosa da mettere sotto i denti.

Spesso rifletto sul mio passato, e su cosa mi abbia spinto a diventare un assassino.

Io non sono un criminale, nel senso che nessun codice di procedura penale annovera tra i varii capi d'imputazione  ciò cui mi dedico.

...

Bozzetti di una storiella che vorrei mettere assieme.
Una autobiografia con poche concessioni all'improbabile, e nessuna all'impossibile.

Wednesday, 28 June 2017

27/06/2017

Non chiedermi il perchè, ma sono quasi sicuro che Silvia sia nata il 27 Giugno 1977.

Me ne sono ricordato per caso, leggendo una sequenza numerica neutralissima, 27/06/2017, sul pannello luminoso di una fermata di autobus.

Ieri probabilmente Silvia ha compiuto 40 anni.

Se si esclude un breve ed insignificante scambio epistolare su Facebook, ai tempi, si parla di circa 10 anni addietro, avevo un account chiuso da pochi mesi, non ne so più nulla dalla stagione del liceo, e ad esser sincero pure allora per me era soprattutto un turbamento più che una presenza.

Ho provato (già da tempo) ad inventarmi il suo indirizzo rmail, ma sorprendentemente nome.cognome@gmail.com, e così le più ovvie variazioni sul tema non esistono (il che è francamente assurdo, considerando che esistono decine di 'Silvia ###' in Italia).

Non sono qui ad ammorbarti con vecchi ricordi, nè con la malinconia di chi il primo bacio lo ha dato a pagamento, ad una sconosciuta, e non ad una donna amatissima.

Certi temi sono incomprensibili perfino per me che li ho vissuti, ottusamente, al punto da rendere l'amore ridicolo, ed un ricordo altrimenti indimenticabile una linea greve di pensiero.

Sono qui per dirti che certamente io ho idealizzato Silvia.

Certe voci, con il tempo, l'hanno poi dipinta come una che la dava a tutti, tranne a me per carità, che chissà dove cazzo ero finito, ma più che non aver goduto del suo corpo mi feriva la cattiveria con cui quelle malelingue si avventavano sulla sua assenza, e la preoccupazione che alcuni l'avessero usata senza amore, affetto, gentilezza o riconoscenza (ad esempio andandosi a vantare in giro di essersela scopata).

Te lo confesso: io auguro a tutte le donne cui voglio bene l'eccitazione, la vivacità del sesso e della vastità della vita in generale, e quella che amo adesso, e che amerò fino alla fine, spero viva di estasi, segreti, seduzioni.

Dunque, ti dicevo: io ho idealizzato Silvia, ma non nel senso che le attribuivo virtù o purezza, ma perchè credevo che la sua presenza fisica, netta,  ed una più vaga, emotiva, come dire le tettone, le minigonne, l'odore, ed una certa idea dell'amore fossero sufficienti per amarla.

Dato per scontato che forse, rivedendola, perderei la testa di nuovo, nonostante tutto, il marito, il figlio, le sue cose, 20 anni di indifferenza, credo che non essermi fermato li, ed aver anzi iniziato una vita massacrante, piuttosto meschina e dolorosa in effetti, mi abbia consentito di sostituire all'idealizzazione la comprensione.

Io non idealizzo più le donne.
Le conosco.
E così, alcune, le amo.

(Silvia nel frattempo è diventata una donna, ed avrà vissuto, letto, viaggiato ed imparato più di me. Mi spiace che non abbia sentito l'impulso di provare lei a scrivere a nome.cognome@gmail.com, ma sono davvero pochi quelli che lo fanno).

Su Blogger

È da anni che questo servizio è in agonia.

È arrivata l'immagine, non quella estemporanea, fugace ed intima di certe pagine di diario, ma quella seriale, accattivante, esplicita di servizi fotografici e filmini.

Instagram, Facebook e Youtube hanno annichilito Blogger.

È il destino della parola quello di soccombere all'immagine.
Il segreto è obliterato dalla concretezza.
L'interpretazione superata dalla semplice fantasia.

Ho pure io Instagram.
Pure a me piacciono tutti quei culi da fottere, pure io vorrei godermi tutte quelle tettone.

Ma non bastano culi e tette per amare, ed amare è possibile.
Culi e tette non bastano neppure per desiderare, e desiderare è possibile.

Saturday, 24 June 2017

A volte

A volte ho l'impressione di essere un po' deficiente.

Mi sembra non solo di aver scelto una professione, una vita, che non si basa sui miei talenti migliori, ma soprattutto di non rendere giustizia a questa esistenza, a questa rapsodia straordinaria, e tragica, e vuota.

Se avessi coraggio mi dedicherei ad altro.

A scrivere, ad esempio.

Ma sai cosa c'è di ridicolo?

Mi incupisco un attimo, e penso, riferendomi a casi a me simili,  che io potrei crepare domani, come sarei potuto morire cinque, dieci, venti anni fa (ma anche 30, non sarei stato il primo a morire da bambino).

E nel momento in cui capirò di aver finito di poter scegliere, forse mi sentirò un idiota.

Una vita piena di dolore e limitazioni, dove ogni cosa va conquistata, ogni meta ridimensionata, è straordinariamente ricca. È come se ciò che è negato vivere, l'amore, la disinvoltura del corpo, la salute, venga trasformato dalle speranze in sogni, riflessioni. A me, perlomeno, è capitato così. Sogni, tanti, e belli. Pochissimi incubi. Ed idee, fantastiche. Ben poche cattiverie.

...

Ecco, io questa ricchezza temo di averla lasciata inespressa, non impiegandola che per caso, e per me stesso.

...

L'unica mia consolazione è l'amore.
In qualche modo quello mi riesce bene.

Sunday, 18 June 2017

Fuoco

Da bambino ho rischiato di morire in un incendio.

Per un colpo di fortuna mi accorsi quasi subito di quella palla di fuoco che bruciava all'ingresso, ed i due o tre minuti che la buona sorte mi mise a disposizione per reagire forse determinarono la mia, la nostra salvezza, ma comunque non poterono evitarmi un trauma profondo, che la cronaca sa ritrascinare in un istante tra i miei pensieri attuali.
Non sarebbe stata una fatalità ad uccidermi, ma un crimine pianificato con la cura maniacale ed imperfetta nella sua teatralita' che solo una la malattia mentale può produrre.

...

Ricordo che tornando a casa, dopo qualche giorno di paura e confusione, tra tante immagini di devastazione e violenza, i muri anneriti, le bolle sulle superifici in legno delle porte mie e dei vicini, il ricordo del fumo nero, densissimo, che ci aveva costretto su una terrazza, quello che più mi traumatizzò fu vedere i tricicli di mio fratello sciolti come candele dal calore, gettati in un angolo, senza più una forma.

...

Le vittime di Londra, quelle di uno sperduto villaggio in Portogallo, hanno vissuto un'angoscia di cui ho esperito una piccola parte.

So cosa vuol dire iniziare a pensare di buttarsi giù da un terrazzo.
So cosa vuol dire andare nel panico, non saper più neppure dire con calma il numero di telefono del papà.

..,

Allora ero un bambino.
Spaventato come lo è un animale, incapace di immaginare la morte propria o di chi si ama, ero un bambino che urlava come per svegliarsi da un incubo.


...

Saturday, 10 June 2017

Vuoto

Sento uno strano vuoto, alle volte.
E' nei giorni in cui riconosco questa formidabile, consolidata solitudine.
E' nei giorni in cui riconosco che sono esistiti, i sentimenti, solo nella mia testa, ed in periodi ipotetici infranti su un cumulo di premesse irrealizzabili.

Si potrebbe dire che le disillusioni che fiaccano molti, forzati dalla realta' a ridimensionare sogni ed aspettative in contrasto con la pesantezza dei fatti, io l'abbia maturate nell'attesa, in questa inedia che il tempo ha trasformato in noia, distrazioni, brividi.


E tuttavia non sono un esperimento mal riuscito.
O meglio: non sono semplicemente un esperimento mal riuscito.

Questo tentativo di uomo, capitolato gia' da bambino, e' diventato qualcosa di diverso, un essere non cattivo, spesso disinteressato al punto da essere libero di vivere ancora il suo primo istinto: amare.

Nonostante tutto, o forse in virtu' di tutto, io so ancora amare, e quando amo, amo incondizionatamente.

Tuesday, 6 June 2017

Sole

Ieri giornata di Sole, bicicletta e mare.

Profittando di un giorno di vacanza, sono stato con un collega, un autentico genio rinascimentale, a fare un lungo giro in bicicletta.

È un paese meraviglioso, l'Olanda.

I turisti rimangono affascinati forse dai musei di Amsterdam, i canali di Utrecht ed i grattacieli di Rotterdam, ma quanta bellezza sfugge agli occhi di chi è di passaggio.

Da casa mia alla sua sono circa 30 chilometri. Ci abbiamo messo un'eternità, che sono davvero lentissimo.

Credo di essere stato su una pista ciclabile per almeno il 95% del percorso, e su una corsia forse per il 99%.

Semplice qualità della vita.

E talmente tanto Sole che ieri sera mi sono ritrovato rosso di scottature su viso e braccia, come non mi capitava da forse vent'anni.

...

Pensieri irrisolti io ne ho a bizzeffe.
Mi ci dedico quando faccio le pulizie di casa, gioco ad Halo o vado in bicicletta.

Mamma mia che anarchia ho in testa!

Sunday, 4 June 2017

Intermezzo

Oggi ho conosciuto una bella donna.
Molto interessante, vivace, curiosa.

Ovviamente nel pomeriggio parte per il Canada.

Confessioni tragicomiche

Stavo pensando di confessare un paio di aspetti tragicomici della mia vita.

Credo che lo farò presto, ma visto che si parlerà di oscenità e cose assurde ed esilaranti avviso la gentile lettrice di armarsi di pazienza e fiducia nel genere umano.

Tuesday, 30 May 2017

Le conferme del corpo

Il corpo conferma, impone, urge.

Guarda, so bene che l'anima, la così detta anima, non è che un intrico di nervi, amalgama di tessuti, fluidi e vapori proprio come ogni altro frammento del corpo, ma ti chiedo di concedermi la libertà di separare ciò che è nella mente e vi rimane da ciò che circola per le viscere e transita per il cervello, per portarvi un turbamento diverso da quello della pura speculazione astratta.

Il corpo, solo il corpo conferma i sentimenti.
Solo il corpo unisce davvero ad un altro essere.
Solo il corpo impone di stravolgere sè stessi per un altro essere.

Saturday, 27 May 2017

Probabilmente

Probabilmente il più acuto dei miei sensi, l'amore, si ottunderà prima di essere corrisposto.
...
Oh, è un senso, l'amore.
Di questo sono certo.

Ed è acuto.
Mi ha graffiato tutto.
...

Continua ...

Gesti e parole

Non credo alle parole quanto ai gesti istintivi.
Non credo alle mie stesse parole quanto ai miei gesti istintivi.

Le mie parole lasciano intendere che ti voglio bene.
I gesti dicono che ti amo.

Monday, 22 May 2017

Pensieri su sesso, pornografia, estasi, donne

Non sono un edonista.
Sono piuttosto un cultore del bello.

La differenza è sostanziale.

Nel sesso, te lo devo confessare, raramente provo piacere fisico, e perfino l'orgasmo a volte è strozzato, parziale e attutito, vuoi dal preservativo, vuoi da una leggera fimosi che un giorno forse risolverò, vuoi dalla sensibilità della pelle, qua e là alterata dal bisturi.

Nel sesso godo della bellezza della donna, della sua presenza, soprattutto del suo piacere, della fuga, nostra, da questa dimensione.

La pornografia dei primi anni novanta è quella che mi ha introdotto al trionfo misterioso, onirico della sessualità, ed io sono e rimarrò per sempre influenzato dallo specifico intendimento dell'intimità che alcune pornoattrici di quegli anni hanno incarnato.

Ricordo queste donne meravigliose (su tutte Racquel Darrian) intente a venerare il sesso, d'un uomo o di un'altra donna, e poi girarsi un attimo a guardarti, e complici lasciarti intendere, come sirene, di unirti a loro, di seguirle, ed apprendere così segreti d'estasi, ultraterreni, ultrasensibili.

Il momento in cui l'occhio, rovesciandosi ed esponendo sè stesso la propria esclusivissima nudità, dichiara la transizione dall'ordinario all'incontenibile, e così l'oscenità dell'orgasmo femminile, il cadere della decenza, il suo cedere all'emergenza di qualcosa di infinitamente superiore, ineffabile e fugace, hanno significato per me l'esser parte di un processo di purificazione, di distanziamento dalla noia, dal consueto.

In questo senso si articola anche il percorso di apprendimento e reciproca conoscenza. È meno significativo, per quanto appagante per altri motivi, più egoistici, fare sesso con ragazze giovani. Impareranno che c'è da imparare, a patto di non abituarsi, di annoiarsi del cazzo. Così  anche i giovani possono avere una visione limitata della figa, ridotta a argomento di chiacchiera, o merce di scambio.

...

Arrivo fin qui, e poi mi rendo conto che dovrei parlare di Vera.
Ma non riesco.

To be continued ...

Saturday, 20 May 2017

Pensieri

Ho costruito, non ho abitato.

...

Work in progress.

...

Friday, 19 May 2017

Non si uccidono gli alberi

Sono nel mio quartiere, la in Italia.

Dev'essere estate, visto che sto passeggiando in maniche di camicia, e visto che ormai torno solo per pochi giorni, a Natale e durante la bella stagione.

Sto pensando ai miei vent'anni, quando mi avresti potuto vedere a spasso coi miei cani, le care bestie con le quali tanto amavo giocare e andare a zonzo.

Ora sono solo.

La dimensione onirica differisce dalla realtà.

Nella stessa via dove il sogno posiziona spesso un negozio di articoli pornografici che non è mai esistito (parlerò presto di pornografia e sesso),  sono dei bei pini marittimi, di come se ne vedono da quelle parti soprattuttodistribuiti lungo le sponde del lago.

Amo gli alberi, li ho sempre amati, anche prima di conoscerne il ruolo di dispensatorid'ossigeno, di serbatoi di anidride carnonica. Li ho sempre amati per l'ombra, ch'offre riparo dall'arsura e l'invadenza, per il riparo che vi trovano gli uccelli, per il sostegno che donano ai camminatori.

Due comici piuttosto celebri, che credo si chiamino Ruffini e Mandelli, stanno parlando ad una vasta folla che si è radunata in strada.

Annunciano l'imminenza di un loro spettacolo che avrà luogo proprio li, davanti ai pini.

Lo spettacolo, dicono, prevederà, ed è questo inteso come becera volgarità, come sommo sberleffo del politically correct, l'abbattimento di due pini.

Così, umiliando la sensibilità di chi ama gli alberi, si vorrà far ridere i triviali.

L'annuncio è stato dato, e fluisce lontana la folla chiassosa.

Mi avvicino ai due.

Dico loro, con calma, senza lasciar trasparire la mia furia, che non si uccidono gli alberi, e che non voglio più vederli li, con seghe e martelli, vicino a quei pini.

Non mi deridono neppure.
Mi liquidano con poche parole.

Si avvicina la sera, e con essa lo spettacolo.

Torno a controllare la situazione, ma questa volta non indosso la maschera dell.uomo debole. Sono il Demone.

Torno, e ritrovo quei due, ancora con seghe e martelli.

Li interrogo, e questa volta hanno paura.

Promettono di andarsene, di non tornare mai più.
Sto per allontanarmi, ma mi accorgo che i tronchi sono già stati recisi, in preparazione allo spettacolo, per facilitare lo spettacolo.

È la fìne, la loro fine.

PS: non conosco quei due, certamente dei bravi ragazzi, e non ho idea di come siano capitati nel mio sogno. Li ho recentemente visti in un corto di Lillo e Greg in cui erano cinici, tutto qui. Mi spiace di averli inceneriti.

Wednesday, 17 May 2017

Che belle le tette

È arrivato il caldo, e le donne finalmente lasciano negli armadi i maglioni pesanti ed i pantaloni di velluto.

In corridoio ho visto una bella ragazza.
Era seduta, ed un attimo si è chinata per cercare qualcosa nella borsa.

Si è aperto tutto, li davanti.
Tra i suoi seni ho visto la via di fuga da tutti i problemi, da tutte le noie.

Quando faccio l'amore con una donna, ma anche quando semplicemente me ne scopo una, tornano alla mente, si diffondono fino alle mani, tutti i ricordi, tutte le idee sulla femminilità e la bellezza.

Fare l'amore è una cosa seria.
E non si smette mai di imparare a farlo.

Tuesday, 16 May 2017

Le preoccupazioni degli Dei

Ho sognato ancora una volta di essere un dio.
C'eri anche tu, ed eri una dea, a me simile, egualmente potente rispetto i desideri e le paure degli uomini, egualmente impotente rispetto le nostre responsabilità.

Nessuno, tra gli umani, è a conoscenza della nostra natura.
Nessuno, neppure i miei genitori.

Tra le divinità che vivono sulla Terra noi siamo i primi, e gli unici a sentire il dovere nei confronti degli uomini.

Gli altri immortali sono pigri, edonisti ed impuri.

Siamo nel palazzo degli dei.
Attorno a noi una turba di decine di divinità, di tutte le razze.
Partecipano sgraziatamente ad un banchetto eterno, e vivono nel disordine, sdraiati su tavole imbandite.

Io e te giriamo senza posa per le ampie stanze del palazzo, dove i destini degli uomini si compiono, e dove noi possiamo intervenire per compensare al male, al disordine, all'ingiustizia.

Siamo dei, ma il nostro potere è nullo rispetto alla vastità del mondo, nel quale possiamo intervenire con limiti quasi umani, poichè umano è l'oggetto del nostro interesse.

I servitori del palazzo ci annunciano l'arrivo di stranieri ai cancelli.

Con orrore scopro i miei genitori umani, che amo, avvicinarsi verso l'ingresso della reggia.

Devono avermi seguito.
Ed io, che costantemente sono preso da tanti pensieri, non me ne sono accorto.

Non devono entrare a palazzo.
Gli altri immortali, spazientiti dalla loro presenza, li ucciderebbero all'istante.
Ed io non posso dedicar loro troppo tempo, che c'è guerra, e carestia.

Ti cerco, amore mio.
E nei tuoi occhi vedo la mia stessa paura.

Mi sveglio incapace di trovare una soluzione.

Sunday, 14 May 2017

Qualità della vita, belle donne, ozio

Piste ciclabili, parchi pubblici, sicurezza e pulizia.
Rispetto reciproco, tolleranza e leggi ragionevoli, mediazione di esigenze diverse, non somma di isterismi contrapposti.

Così questo paese garantisce buona qualità della vita ai suoi cittadini, ma anche a girovaghi in transito, a quelli come me insomma.

Anche oggi è stata una giornata meravigliosa, ed io ho trascorso ore d'ozio tra il bosco, le dune, il mare.

Una bella donna, piccina, tanto che doveva scendere di sella per toccare terra coi piedi al semaforo, mi ha deliziato con le forme deliziose del suo culo, e la timidezza un po'  spaesata di chi fatica a credere d'essere proprio lei ad essere attraente.

...

I costringimenti di questa mia condizione contrastano tremendamente con la vita che sto portando avanti.

È che mi piace viaggiare.
Osservare belle donne.
Pensare che magari quella donnina un giorno avrà un nome, nudità, calore.

...

Domani approfondirerò.

Sunday, 7 May 2017

Similitudini

Abito in un grande palazzo, un alveare che conta decine di appartamenti, e che contiene dunque il destino una folla di individui.

Vanno e vengono, gli individui.

Arrivano, comprano, arredano, consumano, partono, smalstiscono (mi e' facile identificare me stesso in una di queste pedine).

Capita di trovare in ascensore, stampati al computer o scritti a mano, bigliettini che annunciano un imminente trasloco, e propongono affari d'oro: materassi a meta' prezzo, divani in fortissimo sconto e cosi' via.

C'e' un locale, al pian terreno, dove i condomini gettano le loro immondizie, e quel che resta quando e' finito il tempo degli annunci economici, e bisogna fare in fretta.

Cosi' li vi trovi gli scatoloni di mastodontici TV a 65 pollici, sedie sgangherate, assi sfondate di quelli che furono letti, tavoli, elementi d'arredo, ma a volte anche oggetti ancora fruibili, negletti solo in nome di un'emergenza, quella dell'incombere di un trasloco per l'appunto.

Qualche giorno fa ho scovato, gia' destinato al macero, questo mobiletto di vimini, tre ripiani solidi, un intrico di fibre.

Senza pensarci due volte l'ho preso, l'ho portato a casa ed ho iniziato a domandarmi come rendergli di nuovo una funzione, una vita insomma.

...

Ogni giorno, rincasando, osservo i progressi delle mie edere.

...

Saturday, 6 May 2017

Compagna ed ospite del corpo

Katrin mi ha chiesto come faccia proprio io, che non vedo poi tanto bene, a trovare 'certe cose' (in questo caso quello che sembra un agrifoglio crescere in un nido, tra i rami di un grande albero).

Basta tenere gli occhi aperti.

...

Oggi ho esplorato una volta di più la città, sempre in sella alla mia bicicletta gialla.
Mi sono perso, per ricapitare poi per vie già visitate l'ultima volta, dove l'ultima volta, non oggi, mi sarei detto 'smarrito', e dove questo pomeriggio invece ho trovato come il mio filo d'Arianna.

Tuesday, 2 May 2017

Sogni

Continuo a sognare Silvia.

E' passato talmente tanto tempo dal nostro ultimo incontro (che di 'nostro' per altro non aveva nulla) che non la riconoscerei se l'incontrassi per strada, eppure nella dimensione onirica e' lei ancora prima di vederla, come se seguisse da conseguenza necessaria, ed unica, ai temi dell'amore e della tenerezza.

Quando sento bisogno d'amore, da donare o ricevere, inevitabilmente penso a lei.

Dev'essere cosi', perchè io ho amato solo lei!

...

Oggi sono stato in ospedale, per un esame di controllo.
Li ho rivissuto un momento della mia lunga degenza di bambino, e te ne parlero' domani nel dettaglio.

Ora voglio solo dirti che se ha un utilita', il dolore, e' quella di dare sostanza, ed autenticare, i moti di dolcezza residui, gli sbilenchi ed impacciatissimi slanci d'amore.

Aggiungo una foto scattata durante la gita di domenica scorsa.

Non e' Ellade nè Turchia, e' Olanda!!!

Sunday, 30 April 2017

Bellezza

La bellezza non si limita ad appagare i nostri sensi.
La bellezza e' nutrimento per l'anima, educazione per l'intelletto.

E se pure e' vero che le prime forme di bellezza che riconosciamo sono quelle un po' oscene del corpo, e' altrettanto vero che non li si esaurisce, ne' li e' limitato questo sentimento, questa benigna necessita'.

Oggi finalmente sono tornato in bicicletta, approfittando di un pomeriggio mite.

Non ho valicato i confini della citta', ma piuttosto mi sono perso tra i suoi quartieri, finendo per esplorare piazze deserte, parchi ombrosi, giardini segreti, meravigliandomi una volta di piu' del paesaggio mediterraneo, e del suo perfetto posizionamento nell'immediate adiancenze dell'ordine nordico di villette bifamigliari e piste ciclabili.

Sai cosa c'e' di buffo, di consolatorio?

Che davvero piu' passa il tempo e piu' mi sento alle prime armi, ma non me ne spavento, non sono vinto dall'angoscia di un'incombente oscurita'.
No, mi sento un bambino curioso alla scoperta di un mondo che si fa via via piu' grande.

Thursday, 27 April 2017

Pensieri un po' malinconici



Me lo dicono i sogni, lo confermano i pensieri, che proprio i sogni, assai piu' che non la realta' a me esterna, ispirano.

A me sembra che quasi tutti i miei ricordi si riferiscano ad un periodo assai remoto della vita: gli anni del liceo, quelli che davvero mi abbandonarono a me stesso, e che mi costrinsero in un angolo bizzarro, solo mio (dovra' pur dire qualcosa!!).

Il presente entra in gioco solo come modificatore di quel passato, come tentativo di riscatto ad occhi indifferenti, come qualcosa che non so se sia meschino, patetico o semplicemente umano, malinconico.

Cosi', se penso, spesso penso a Silvia.

E' incredibilmente ancora lei a monopolizzare i miei sogni, e se la evoco e' per immaginare di incontrarla oggi, magari in compagnia di quell'amica incontrata a Zurigo piuttosto che una collega di Edimburgo.

Mi immagino, ridicolmente, di poterle sembrare sereno, allegro, profondo e poetico, e tuttavia anche distante, astratto, come un'aspirazione vaga e sublime, e per questo sacra, venerata senza contatto, un'icona senza volto.

Cerco di giustificare cosi' questa solitudine.

...

Vivo in pieno centro.

Certe considerazioni sulla solitudine mi riescono piu' facilmente ora che osservo, dalla finestra del salotto, la naturalezza delle relazioni umane.

...

Non mi pesa, questa solitudine.
I miei problemi oggi sono il lavoro, il futuro, avere abbastanza di che vivere decentemente da qui alla fine.

Del resto non mi curo non per disinteresse, ma perche' sono sicuro di me stesso.

Sono abbastanza certo che fino all'ultimo saro' un uomo buono, giusto, amante della bellezza e delle donne, siano esse sante o puttane.

Saturday, 22 April 2017

Multiculturalismo e cultura

Poche parole sulle quali magari tornero'.

Non si ha multiculturalismo mettendo semplicemente assieme genti di diverse culture.

Leviamoci dalla testa quest'idea, di cui possiamo essere ingenuamente convinti solo per esagerata, forse esasperata addirittura, apertura mentale o ottuso ottimismo.

Vuoi un facile controesempio?

Mischiando a casaccio radicalismi diversi, ogni angolo di mondo ne e' pieno, non si ha che guerra civile, disordine, violenza, e chi ne patisce sono gli ultimi, i poveri, i vecchi, i giusti.

Il fatto e' che perche' il multiculturalismo si possa realizzare tra individui di diversa cultura, l'idea stessa del multiculturalismo dev'essere nella cultura di ognuno di questi individui.

Ognuno di costoro, cioe', dev'essere consapevole a priori della 'relativita' di ogni cultura, e della relazione di inferiorita' gerarchica che ogni cultura ha nei confronti della Legge dello Stato.

Cio' detto, io credo che si possano fare dei notevoli passi in avanti, ed elevare di molto la condizione dell'uomo, sia esso africano, arabo, europeo.

Vorrei, ad esempio, che per una volta invece che ad una nazione nemica si dichiarasse guerra alla poverta', all'ignoranza ed all'egoismo.

(George Carlin gia' espresse un simile concetto).


Thursday, 20 April 2017

Passato, futuro

Più vivi, più scavi in profondità, in te o negli altri, e meno sei accessibile, credibile ed affidabile.

L'onesta paga raramente, ed ancor meno la sincerità.

Ma non temere.

A cambiarti la vita è un incontro solo, null'altro.

Monday, 17 April 2017

Chiara

Oh, donne!

Come vi basta poco per ingigantire l'ego di un uomo.

Pochi accenni all'oscenità ... questo è quanto serve davvero.

Chissà se Chiara ha un nuovo blog, o qualcosa di simile.
Questo silenzio non lo riesco a capire!

Non ho bisogno di lei, ora che tutta questa oscenitá mi ha rassenerato.

Non ho bisogno di lei, e per questo potrei goderne, e capirla, davvero.

Thursday, 13 April 2017

Itinerario

Dai Paesi Bassi scendero' prima fino a Colonia, dove staro' per un brevissimo soggiorno di poche ore.

Sbrigata una certa faccenda, saliro' su un treno che mi portera' a Zurigo, dove il mattino, ed il pomeriggio, incontrero' dei vecchi amici, i loro bambini, ...

Incontrero' anche l'ingombro del mio passato, incompiuto, abortito, che e' nella casa vuota e straniera dove ho vissuto per 5 anni, e negli edifici cui ora e' interdetto l'accesso, ed i negozi, dove nuovi gestori, volti diversi, s'occupano di clienti che non posso riconoscere.

La mia vita e' un disastro, lo sai?

Non ho nulla di tangibile, ne' tantomeno di solido: ne' competenze adeguate a garantirmi un futuro, ne' la maturita' necessaria a preoccuparmi di una condizione di somma instabilita'.

Ho poche cose davvero care: le parole, e la voce che le veicola piu' in profondita'.

Questo e' quel che mi avvicina agli altri, ed in qualche modo, una vita insensata, mi fa amare da chi ha buon cuore.

Sunday, 9 April 2017

Appunti

C'e' un'ampia zona verde, a nord della citta'.

Ci vado quasi ogni finesettimana, in bicicletta.
Da casa mia non impieghi piu' di un quarto d'ora per trovare un po' di silenzio, il suono pacificatore della natura, l'odore dell'ombra distesa sul terriccio, le figure tremule dei riflessi sull'acqua.

Ho trovato una grande recinto, e dentro un cavallo pezzato.

Il cavallo e' un animale di rara eleganza, di andatura tanto esatta da sembrare statico perfino nel movimento: ogni istante ripete quello di un ciclo precedente, con una naturalezza che non appartiene al danzatore, ne' al musicista.

Al mio passaggio l'animale, del tutto indifferente alla presenza di un uomo, si e' accasciato, girandosi sul fianco, ed ha cominciato, zampe all'aria, a contorcersi, sfregando con forza la schiena sulla superficie terrosa del suolo, sollevando polvere e nitriti.

Era osceno nel suo gaudio incontrollato, in tale plateale rottura degli schemi.

In un movimento si e' liberata tutta la vitalita' di quella splendida bestia, oltre l'elegenza, oltre la compostezza.
Si e' liberata tutta la sua vitalita', ed io l'ho percepita.

Monday, 3 April 2017

Leida

Domenica pomeriggio sono uscito in bici, destinazione le dune a nord della città.

Ho seguito la strada verso i boschi, ho traversato all'altezza di un chiosco.

Li giunto, su un cartello ho visto l'indicazione per Leida, e non ci ho pensato un secondo: sono partito.

Sono anche arrivato.

E sono pure tornato a casa tutto intero.
Dopo 40 chilometri e più di tre ore in sella le gambe un po' mi tremavano.
Ed addosso avevo un bel calore.

Avrei voluto donarlo a te.

Sunday, 2 April 2017

Piccole cose

Ognuno ha le sue piccole manie.

A me, ad esempio, piace passeggiare di notte.
Ed andare in moto, o in bici, di notte.

Ieri sera, in effetti erano giusto da poco passate le dieci, ero in città per una pedalata.

Passavo per un vicolo, di fronte ad un McDonald, e mi sono fermato un attimo a guardare le vetrine.
A dispetto dell'insegne luminose, delle lampade accese, il locale era deserto.

Un'altre delle mie piccole manie è cercare informazioni sulle 'opening hours' dei negozi, ed ero li a confrontare l'andamento degli orari di apertura e di chiusura dei diversi giorni della settimana.

Stavo per rimettermi in marcia quando un ragazzo di colore, che stava di fronte all'ingresso del McDonald, mi ha rivolto la parola, dicendomi qualcosa di incomprensibile, come bene o male è tutto ciò che è Dutch.

Ho meccanicamente risposto con un 'ok' e via di nuovo in bicicletta.

Mentre pedalavo cercavo di capire cosa quel giovanotto avesse voluto dirmi.

Poi l'intuizione: aveva probabilmente detto il nome di una via li a due passi, dove in effetti c'è un altro McDonald.

Ho invertito la marcia.
Sono tornato, l'ho ritrovato.

Gli ho spiegato che sulle prime non avevo capito.
Lui ha confermato: 'si, c'è un altro McDonald proprio girato l'angolo'.

L'ho ringraziato.
Mi ha ringraziato.

Fine.

Thursday, 30 March 2017

Pensieri

A seconda dello stato mentale che l'accompagna, la solitudine assume forme diverse.

Credo di non essere mai stato cinico, ma avrei potuto esserlo.
Sono stato infinitamente apatico, ad un passo da una condizione di irreversibile anoressia sociale.

Avrei potuto essere egocentrico, peggio ancora egoista.

Ed invece, credo, sono stato disinteressato,a tratti perfino buono.

...

La bontà vale uno zero sul curriculum.
Di solito la si associa a scarsa intraprendenza e nessuna ambizione.
Si crede, non del tutto a torto, che un buono faccia quasi sempre una brutta fine, scavalcato da chi corre e spintona, azzerato dalla competizione.

In verità la bontà, nella misura in cui ci allontana da noi stessi, è uno straordinario mezzo conoscitivo.

Non escludo che altri atteggiamenti, altre qualità, consentato una simile, se non maggiore, esperienza - anzi, ne sono convinto.

Perfino l'apatia scorge dall'alto spazi infiniti, ma non ne coglie la profondità, non se ne cura.

La sensibilità, viceversa, porta a conoscere come dal di dentro le storie degli uomini, e se ne fa interprete universale.

...

Ciò che posso dirti è che amare senza condizioni, senza un fine, è meraviglioso.

Tuesday, 28 March 2017

La solitudine

Domani ti parlerò di come la solitudine, nel suo tortuoso scavare l'animo umano, finisca a volte per liberarne le potenzialità.

Monday, 27 March 2017

Pensieri

Una vita così, ad un certo punto, quasi inevitabilmente ti porta a scoprire qualcosa di diverso.

Nell'amore, nell'amore per le donne intendo, è stato così.

Ho amato come un ragazzo, per lunghi anni, intensissimamente, ma fortunatamente il mio amore, non corrisposto, non è rimasto li ad imputridire.

Ha atteso, o semplicemente il tempo è passato, ed io ero li, espressione, non ostaggio, di un dolore venerabile, indagatore forse un po' sbadato della vita.

Della mia, della sua.

...

Sunday, 26 March 2017

Ibrido

È terrificante, l'etimologia di 'ibrido'.

Si riferisce ad una delle più fatali e distruttive delle parole: 'Ýbris', la violenza, l'essere oltre i limiti della misura.

Pensavo alle parole di Barbara a proposito del diamante, e dunque a quel legame 'ibrido', oltre la semplicità dell''s' e del 'p', che si crea tra questi atomi di carbonio stritolati.

Ibridazione 'sp3'.

Si è perso, nel linguaggio corrente, il terrificante significato originario di 'ibrido'.

È un peccato, non trovi?

Perchè a questa vita necessariamente da 'ibridi' è stata la violenza a trascinarci.

...

Oggi, ridendo e scherzando, mi sono fatto più di 20 chilometri in bicicletta.

Ho impiegato più di due ore,  ho traversato la città e conquistato le dune, per poi ripiegare verso il centro.

È stato molto rilassante.

Sento ancora i muscoli un po' accaldati, e vado a letto presto.

Wednesday, 22 March 2017

Chi ha vinto?

Chi ha vinto?

Il dolore od io, che non mi sono arreso, offrendo così al male, al banalissimo dolore, mille occasioni di sfogo?

Domani ne riparliamo, adesso devo penare e pensare.

Sunday, 19 March 2017

Piccole cose

Piccole cose, segnali incoraggianti.

C'è ancora calore, al mondo.

E ci sarà anche domani, quando sarà adulto il bambino che oggi vede queste casette, e sente dentro il calore di quel rifugio per uccellini infreddoliti.

Friday, 17 March 2017

Il mio rapporto con la bellezza

Scrivo questo messaggio in una prigione di dolore pungente, piu' intrusivo e vile di quello che cronicamente si interessa di me.

Da una condizione cosi' particolare mi attendo una lucidita' particolare, ma metto in conto anche fretta e disagio nella trasposizione in parole del pensiero, che' la posizione e' comunque scomoda, e forte la tentazione di mettermi a letto.

Per me la bellezza e' fatale, e me ne rendo conto soprattutto in giornate come queste, allungate dalla pesantezza di ogni secondo, perfino di quelli dell'ozio.

Se mi riferisco ad un tema simile evidentemente sto pensando alle donne, che sono il veicolo primo dei miei sentimenti, il fine vero della condotta.

Non sono, forse perche' non posso esserlo, di quelli che della bellezza vogliono impossessarsi, vuoi per farne sfoggio, vuoi per consumarla.

Io cerco piuttosto di collaborare con essa, arricchirla se possibile di pensieri, gesti, segreti.

Credo sia possibile.

PS:
Molto prosaicamente: domani ti parlero' della collega dalle belle tettone e il vitino stretto di cui ti dicevo ieri.

Tuesday, 14 March 2017

Ma Gio!

Oggi ho portato un piccolo dono a questa ragazza, che è la prima bella donna che ho conosciuto qui.

È sposata, e mi sorride, ed è premurosa e carina.

Ero un po' di fretta, ma ci tenevo a vederla.

In mente avevo pianificato tutto: entrata, conversazione, uscita, e di corsa di ritorno in ufficio.

Tutto talmente pianificato e perfetto che quando mi ha invitato a bere qualcosa ho risposto 'adesso devo scappare'.

Fuori, tornato in me, mi sono reso conto che tu, Gio, perdi proprio la testa per le donne.
Ed in loro presenza sei incapace di pensare, pianificare, ordire.

....

In compenso oggi ho scovato, al dipartimento, una di quelle che davvero fanno girare la testa.

Te ne parlerò domani.

Sunday, 12 March 2017

'Sei fortunato'

Possibile?

Una donna, guardandomi dolcemente, mi sorride.
Dice semplicemente: 'Sei fortunato, Gio'.

Le ho raccontato di queste prime settimane.
Dei boschi, dei canali, delle dune.
Le ho promesso di portarla a vedere i palazzi del centro ed i musei dei pittori che ama tanto.

'Si, sono fortunato a vivere qui', le rispondo.

'No, sei fortunato ad avere un gran cuore. Lo sai, vero?'.

Arrossisco, cerco di cambiare discorso, di buttarla sul ridere.
Butto li un 'ma, non saprei'.

Taglia corto.

'Hai un grande cuore, adesso lo sai'.

Oggi vinci tu.

Tuesday, 7 March 2017

Le prime parole che ti vengono in mente

Ho avuto modo di sentire, per brevi scambi epistolari, due colleghe che ho conosciuto lassù, in Scozia.

Mi hanno chiesto di questo nuovo inizio.

Mi hanno chiesto, e credimi da quelle parole traspariva il sorriso di tanti ricordi, se mi sia già innamorato di qualche bella ragazza e se  già abbia trovato delle segrete oasi di verde per le mie passeggiate.

È ovvio che le prime parole che ti vengano in mente, su me, siano di belle donne ed alberi, di belle donne e passeggiate, di belle donne e gite fuori città, di belle donne ... e di quel che tanto bene s'accompagna a loro.

Nei 5 anni della mia vita a Edimburgo ho celato a tutti, tranne che a Maria, i tormenti e le preoccupazioni di questa vita, identica in senso assoluto a tutte le altre, ma relativamente alle aspettative e le energie umane, per non dire del dolore, un po' misera e certamente non comune.

Per 5 anni sono stato un brillante e profondo, ma nella conoscenza del mondo esterno, non dell'intimo.

Sono stato un giullare, un giocoliere della parola e del sapere.

Ti posso dire che ciò che di me ho propagandato era autentico quanto le riflessioni amare e i ricordi sofferti.

...

La donna unifica, e compone senza soluzione di continuità, gli aspetti più controversi e paradossali.

Per questo ti cerco.

Sunday, 5 March 2017

Pensieri

Ti prometto che presto tornerò a parlarti.
Adesso qui è ancora il Kaos primordiale di Esiodo ...

Friday, 3 March 2017

Wednesday, 1 March 2017

Lettere ad Alice

Ho scritto una lettera ad Alice.
Ogni tanto l'aggiorno sui miei spostamenti, ed è questo sempre un'occasione per riflettere e rivivere il passato, nell'ottica anche sua, alla quale mi avvicina il pensiero.

...

Fino ad allora, Alice, l'idea di partire, abbandonare la mia casa, il giardino che tanto amavo, le piccole abitudini e lo sguardo romantico e struggente sul lago e sulle montagne, m'aveva si suggestionato, ma in nome di una non meglio precisata prudenza, forse dovrei usate il nome di vilta' o paura, avevo sempre lasciato correre, abbozzando al limite nelle conversazioni con gli amici qualcosa, ma quasi per vedere le loro reazioni, e confortarmi, pavidamente, delle raccomandazioni di attesa, delle preoccupazioni per la mia salute un po' precaria.

Non mancava chi mi incoraggiava, ma la convinzione deve venire da dentro, e dentro nasce chissa' come ...

Beh, a dire il vero in questo caso io so esattamente come e' nata questa esigenza di fuga: dal sostanziale pareggio di Berlusconi a quelle elezioni, e da quel che ne consegui', nel mio cervello, nel giudizio in merito a tanti Italiani, al futuro del nostro splendido paese.

Quel giorno iniziai a mettere assieme il mio primo CV, e provo una strana sensazione di tenerezza al pensiero dell'ingenuita', dell'approssimazione e dello spirito sognante di quel 'Gio' che muoveva passi a piedi scalzi, in assoluta improvvisazione, in direzione un mondo a lui completamente sconosciuto.

Sorprendentemente, con il senno di poi posso addirittura dire 'incredibilmente' fui invitato a diverse 'job interview' presso alcune universita': Wuppertal, Stoccarda, Lipsia, e Zurigo, dove poi in effetti poi mi venne offerto un posto da dottorato che preferii alle altre opportunita'.

E' di Stoccarda che ti parlo oggi.

Arrivai un pomeriggio d'autunno, in una giornata ancora calda, e prima di procedere verso l'Universita', ubicata fuori citta', profittai di qualche ora libera per esplorare le vie del centro.

Vagabondavo pieno di stupre e curiosita', guardando qua e la', cercando di immagazzinare quanto piu' possibile di un'esperienza, quella del viaggio,  che, in cuor mio, temevo sarebbe stata null'altro che una parentesi, che' il destino per un mingherlino malaticcio come me non puo' che essere la casa, la dipendenza da altri - altri amati e che ti amano, ma che inevitabilmente trattengono, filtrano, limitano.

Quel che di piu' bello vidi quel giorno non furono i palazzi del centro, ne' la grande fontana cui pure scattai tante fotografie, ne' le pur meravigliose ragazze che timidamente seguivo con lo sguardo.

Cio' che piu' di bello vidi, cio' che davvero e' rimasto, e sedimenta sempre piu' dentro di me, fu un gruppetto di ragazze, credo della mia eta' o poco piu' giovani.

Erano contente, disinvolte, indipendenti, solari.

Mi venivano incontro, ed io mi fermai stupito e felice a guardarle.

Erano su delle sedie a rotelle.

Ai miei occhi erano indistinguibili da ognuna della altre belle ragazze che vidi quel giorno.

Erano parte della comunita', e, credimi, Alice, esperivano la vivacita' dei loro vent'anni, senza che la maleducazione di alcuno, la fretta di qualche imbecille, uno sciocco gradino le limitasse, ne angustiasse l'esistenza.

Non avevo mai visto nulla di simile, e capii una cosa: una volta innegabilmente verificata, una volta che una realta' simile si fa tangibile, tale realta' non puo' essere abiurata, dimenticata o fraintesa.

Un bene pubblico cosi' importante - dicevo tra me e me - non puo' essere subordinato a nessun privilegio, figurarsi ad un sopruso - e se paragonavo quella realta', non piu' di sogno ma di teutonica, concretissima fattura, all'Italia dei proclami e del degrado, di cui finiscono per trarre profitto i prepotenti e patire i deboli, sentivo dentro di me collera e frustrazione.

Mi sentii a casa, Alice, ma non per un motivo di convenienza personale: l'attenzione ai problemi degli altri, l'interessarsi a rendere l'esistenza di perfetti sconosciuti migliore, mi consola, mi riempie di una gioia semplice, e tu intendi bene cio' che voglio dire.

Ecco, Alice, in quell'oasi naturalistica, nelle immediate adiacenze della mia nuova città, io ho trovato la stessa attenzione per chi e' piu' fragile, per coloro cui davvero una passeggiata al mare in tranquillita', senza dover temere l'intemperanze di qualche incivile, significa moltissimo.

Uno dei doni dell'empatia, Alice, e' sentire dentro di se' la gioia di un sofferente che trova un attimo di pace o illuminazione nella contemplazione (della bellezza, del sublime, a volte perfino del dolore  )... ed io, nel mio girovagare incessante, questa contemplazione, quest'illuminazione ho vissuto tramite altri, sconosciuti e tuttavia a me legati da invisibili dotti capillari.

Voglio aggiungere altre due immagini a questa mia e-mail.

Innanzitutto un suggerimento: se per caso capiti qui di nuovo, e vuoi mangiare un ottimo toast, vai da 'Happy Tosti' (ci andiamo assieme :D).

Li sarai accolta da dei ragazzi gentilissimi, e dovrai fermarti a leggere certi ritagli di giornale per convincerti che hanno quasi tutti dei problemi di salute, e che tuttavia anche loro, come le ragazze di Stoccarda, sanno sorridere benissimo.

Guarda le foto della galleria di immagini, e sentirai dentro, ne sono sicuro, un'emozione per quelle fragilita' che non soccombono alla superfice del pregiudizio.

E poi una cosa capitata ieri sera.

Sono uscito dal lavoro verso le sei/sei e mezzo.

Pioveva, faceva anche abbastanza freddo e tirava un forte vento (oggi faccio fatica a camminare addirittura!).

Alla fermata dell'Autobus per la stazione dei treni s'era accalcata una piccola folla, ed il primo bus in arrivo non e' riuscito che a caricare due o tre fortunati.

Assieme agli altri ho atteso un secondo autobus, ed al suo arrivo, un po' stringendoci siamo riusciti a salire tutti.

Alla fermata successiva, il campus e' molto esteso e ci sono almeno due o tre aree di sosta, dovevano salire altre persone, ma l'autobus ormai era pieno come un uovo, e l'autista si e' visto costretto e dire a qualcuno 'tu non puoi salire, mi spiace: siamo pieni'.

A quel punto dall'interno dell'autobus, dove era appena entrata, una donna dalla voce timida sommessamente ha risposto 'ma siamo una coppia!' (piu' per chiedere all'autista di non partire che per pretendere alcunche').

L'autista, ridendo, ha replicato semplicemente 'Ah, ok! Noi non dividiamo le coppie, stringetevi che ci state!'.

Tutto qui.

L'ho trovato bello.

Assemblaggio

Da solo non è stato facile.